Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana Luke Skywalker è un giovane orfano del pianeta Tatooine che, acquistati due droidi dai predoni, scopre che uno di questi porta dentro di sè il messaggio di una principessa in pericolo. L’unico a poterne sapere qualcosa è il vecchio Obi Wan Kenobi, saggio anziano, ultimo rimasto dell’ordine dei cavalieri Jedi. Kenobi comprende il pericolo e vede in Skywalker qualcosa di più di quello che è, motivo per il quale decide di portarlo con sè. Con l’aiuto del mercenario Han Solo e del wookiee Chewbecca i quattro tentano il salvataggio della principessa entrando a contatto con l’Impero, la grande forza che tiene in scacco la galassia, e con il suo generale più potente, Darth Vader, anch’egli a suo tempo un Jedi.
L’esperienza cambierà definitivamente Luke Skywalker risvegliando in lui la Forza, un antico potere che scorre in tutti i cavalieri Jedi. Si unirà così alla resistenza e lotterà per distruggere la Morte Nera (roccaforte e al tempo stesso arma dell’Impero) assieme alla principessa Leia e Han Solo.
Nato come progetto commerciale che alimentasse la ricerca più sperimentale che George Lucas stava portando avanti, sia con la fantascienza di L’uomo che fuggì dal futuro sia con il period movie di American graffiti, Guerre stellari diventerà un impero a sè, più grande delle intenzioni dello stesso creatore e ben presto fuori dal suo comando.
Creato a partire dalle teorie sulla narrativa di Joseph Campbell espresse in “L’eroe dai mille volti” e ispirandosi sia al cinema di samurai di Akira Kurosawa (in particolare La fortezza nascosta) che agli archetipi del western, Guerre stellari è l’araldo del nuovo cinema commerciale, il profeta che chiude un’era e annuncia ciò che verrà.
Parzialmente finanziato prevendendo il merchandising e poi gonfiato in sequel, saghe, videogiochi, spin off, attrazioni da parco giochi e quante più declinazioni è possibile, già il primo capitolo (da sempre identificato come Episodio IV) definisce l’idea di un film-mondo rielaborando le grandi saghe medievali e i poemi epici. Lucas ha infatti immaginato un futuro passato (il film inizia con la dicitura “tanto tempo fa”), una space opera che rifiuti il rigore scientifico della fantascienza ma abbracci l’epica del fantasy, rimodulandone creature e luoghi topici in chiave spaziale. Sostituendo le spade (laser) alle armi futuristiche e impostando la propria storia non sulla ragione ma sullo spirito e sul trionfo di un animismo inventato da zero, Guerre stellari crea un cinema d’avventura contemporaneamente vecchio e nuovo, saldamente ancorato a tutto ciò che l’arte audiovisiva ha saputo produrre e la narrativa è riuscita a canonizzare nei decenni passati ma anche proiettato in avanti. Nel suo film Lucas inserisce gli effetti speciali analogici allo stato dell’arte, i pupazzi, i robot e le miniature ma anche i primi esperimenti mai tentati di effetti speciali digitali e in esso è presente una visione nuova di come il cinema possa uscire dalle sale e riprodursi in altri media.
Nonostante la regia esprima poca personalità, tutti i reparti sono organizzati e diretti al meglio. Avendo ben chiara in testa un’idea di design futuro dotato di una coerenza cromatica e visiva che vengono più dal cinema sperimentale che da quello commerciale e la voglia di narrare la storia di formazione di un nuovo eroe, Lucas crea il piano regolatore per tutto il cinema d’intrattenimento a venire. Nel farlo si avvale di collaborazioni fondamentali da parte di Ben Burtt (che crea un universo sonoro unico e molto influente) e John Williams, autore di una delle più grandi colonne sonore di sempre.
Il primo film della saga ha dunque il raro privilegio di fondare una mitologia di successo e l’ancor più raro merito di farlo stando seduto sulle spalle dei giganti. Apoteosi e termine del cinema della Nuova Hollywood, quello per la prima volta conscio di ciò che accaduto prima di esso, Guerre stellari instaura un nuovo rapporto tra realtà e finzione, si appoggia moltissimo agli effetti visivi e crea un’armonia tra culto dell’immagine e sfruttamento degli effetti sonori che non è stato più replicato, nemmeno dalla saga stessa.
Negli anni ’90 George Lucas ha rieditato il film per migliorare gli effetti speciali tramite il digitale. Il risultato però in certi punti stona con gli espedienti analogici originali, come del resto anche le scene aggiunte, tagliate all’epoca della prima uscita perché impossibili da realizzare bene (il dialogo tra Han Solo e Jabba The Hutt). Alcune modifiche infine cambiano lievemente il carattere dei personaggi (Han Solo non spara più per primo a chi lo sta minacciando, ma solo dopo che quello ha sparato) in maniere che i fan non hanno mai gradito.

[x]

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana Luke Skywalker è un giovane orfano del pianeta Tatooine che, acquistati due droidi dai predoni, scopre che uno di questi porta dentro di sè il messaggio di una principessa in pericolo. L’unico a poterne sapere qualcosa è il vecchio Obi Wan Kenobi, saggio anziano, ultimo rimasto dell’ordine dei cavalieri Jedi. Kenobi comprende il pericolo e vede in Skywalker qualcosa di più di quello che è, motivo per il quale decide di portarlo con sè. Con l’aiuto del mercenario Han Solo e del wookiee Chewbecca i quattro tentano il salvataggio della principessa entrando a contatto con l’Impero, la grande forza che tiene in scacco la galassia, e con il suo generale più potente, Darth Vader, anch’egli a suo tempo un Jedi.
L’esperienza cambierà definitivamente Luke Skywalker risvegliando in lui la Forza, un antico potere che scorre in tutti i cavalieri Jedi. Si unirà così alla resistenza e lotterà per distruggere la Morte Nera (roccaforte e al tempo stesso arma dell’Impero) assieme alla principessa Leia e Han Solo.
Nato come progetto commerciale che alimentasse la ricerca più sperimentale che George Lucas stava portando avanti, sia con la fantascienza di L’uomo che fuggì dal futuro sia con il period movie di American graffiti, Guerre stellari diventerà un impero a sè, più grande delle intenzioni dello stesso creatore e ben presto fuori dal suo comando.
Creato a partire dalle teorie sulla narrativa di Joseph Campbell espresse in “L’eroe dai mille volti” e ispirandosi sia al cinema di samurai di Akira Kurosawa (in particolare La fortezza nascosta) che agli archetipi del western, Guerre stellari è l’araldo del nuovo cinema commerciale, il profeta che chiude un’era e annuncia ciò che verrà.
Parzialmente finanziato prevendendo il merchandising e poi gonfiato in sequel, saghe, videogiochi, spin off, attrazioni da parco giochi e quante più declinazioni è possibile, già il primo capitolo (da sempre identificato come Episodio IV) definisce l’idea di un film-mondo rielaborando le grandi saghe medievali e i poemi epici. Lucas ha infatti immaginato un futuro passato (il film inizia con la dicitura “tanto tempo fa”), una space opera che rifiuti il rigore scientifico della fantascienza ma abbracci l’epica del fantasy, rimodulandone creature e luoghi topici in chiave spaziale. Sostituendo le spade (laser) alle armi futuristiche e impostando la propria storia non sulla ragione ma sullo spirito e sul trionfo di un animismo inventato da zero, Guerre stellari crea un cinema d’avventura contemporaneamente vecchio e nuovo, saldamente ancorato a tutto ciò che l’arte audiovisiva ha saputo produrre e la narrativa è riuscita a canonizzare nei decenni passati ma anche proiettato in avanti. Nel suo film Lucas inserisce gli effetti speciali analogici allo stato dell’arte, i pupazzi, i robot e le miniature ma anche i primi esperimenti mai tentati di effetti speciali digitali e in esso è presente una visione nuova di come il cinema possa uscire dalle sale e riprodursi in altri media.
Nonostante la regia esprima poca personalità, tutti i reparti sono organizzati e diretti al meglio. Avendo ben chiara in testa un’idea di design futuro dotato di una coerenza cromatica e visiva che vengono più dal cinema sperimentale che da quello commerciale e la voglia di narrare la storia di formazione di un nuovo eroe, Lucas crea il piano regolatore per tutto il cinema d’intrattenimento a venire. Nel farlo si avvale di collaborazioni fondamentali da parte di Ben Burtt (che crea un universo sonoro unico e molto influente) e John Williams, autore di una delle più grandi colonne sonore di sempre.
Il primo film della saga ha dunque il raro privilegio di fondare una mitologia di successo e l’ancor più raro merito di farlo stando seduto sulle spalle dei giganti. Apoteosi e termine del cinema della Nuova Hollywood, quello per la prima volta conscio di ciò che accaduto prima di esso, Guerre stellari instaura un nuovo rapporto tra realtà e finzione, si appoggia moltissimo agli effetti visivi e crea un’armonia tra culto dell’immagine e sfruttamento degli effetti sonori che non è stato più replicato, nemmeno dalla saga stessa.
Negli anni ’90 George Lucas ha rieditato il film per migliorare gli effetti speciali tramite il digitale. Il risultato però in certi punti stona con gli espedienti analogici originali, come del resto anche le scene aggiunte, tagliate all’epoca della prima uscita perché impossibili da realizzare bene (il dialogo tra Han Solo e Jabba The Hutt). Alcune modifiche infine cambiano lievemente il carattere dei personaggi (Han Solo non spara più per primo a chi lo sta minacciando, ma solo dopo che quello ha sparato) in maniere che i fan non hanno mai gradito.

How useful was this post?

Click on a star to rate it!

Average rating / 5. Vote count:



Tipo Server Qualità Lingua Aggiunto
Streaming openload.coHDITARECENTE
Streaming wstreamHDITARECENTE
Streaming nitroflareHDITARECENTE
Streaming uploadgigHDITARECENTE

Lascia un commento