Die Mauer

Il miglior documentario sulla caduta del Muro, premiato in tutto il mondo, è il racconto memorabile dello smantellamento della mostruosa costruzione al centro di Berlino e un requiem per il Paese amato e odiato dal cineasta e pittore Jürgen Böttcher.

Il miglior documentario sulla caduta del Muro, premiato in tutto il mondo, è il racconto memorabile dello smantellamento della mostruosa costruzione al centro di Berlino e un requiem per il Paese amato e odiato dal cineasta e pittore Jürgen Böttcher.

Tectonic Plates

La pittrice Madeleine è innamorata del suo professore d’educazione artistica Jacques, ignara che lo è anche il bibliotecario sordomuto Antoine. Quando Jacques scompare senza lasciare tracce, Madeleine si reca a Venezia progettando di togliersi la vita. Conosce però Constance, una tossicodipendente con la quale intreccia una relazione molto forte.

La pittrice Madeleine è innamorata del suo professore d’educazione artistica Jacques, ignara che lo è anche il bibliotecario sordomuto Antoine. Quando Jacques scompare senza lasciare tracce, Madeleine si reca a Venezia progettando di togliersi la vita. Conosce però Constance, una tossicodipendente con la quale intreccia una relazione molto forte.

Shredder Orpheus

Bizzarra rilettura in chiave post-apocalittica del mito di Orfeo ed Euridice. Il racconto è ambientato nell’America di un prossimo futuro, nella quale un tele-evangelista esercita un potere assoluto sull’intera popolazione, imponendo regole di comportamento dagli schermi del “Euthanasia Broadcast Network”. Soltanto pochi giovani ribelli, al sicuro nella bidonville di una “zona grigia” sfuggita all’ipnotico, martellante condizionamento dei mass media, vivono coltivando confuse speranze per una vita migliore, facendo all’amore, suonando chitarre ed esibendosi in spericolate acrobazie degne dei più esperti skateboarders. Ma un giorno le forze degli Inferi si accorgono di loro e rapiscono Eurydice, la ragazza di Orpheus: il giovane non si rassegna alla perdita della sua amata e, deciso a riaverla, penetra coraggiosamente in un tenebroso mondo sotterraneo, regno incontrastato delle nefaste onde radio dei demoni che manovrano l’umanità. Nel cast figura Steven Jesse Bernstein, poco conosciuto – almeno in Italia – artista e poeta della corrente underground, vicino all’universo visionario di William S. Burroughs.

Bizzarra rilettura in chiave post-apocalittica del mito di Orfeo ed Euridice. Il racconto è ambientato nell’America di un prossimo futuro, nella quale un tele-evangelista esercita un potere assoluto sull’intera popolazione, imponendo regole di comportamento dagli schermi del “Euthanasia Broadcast Network”. Soltanto pochi giovani ribelli, al sicuro nella bidonville di una “zona grigia” sfuggita all’ipnotico, martellante condizionamento dei mass media, vivono coltivando confuse speranze per una vita migliore, facendo all’amore, suonando chitarre ed esibendosi in spericolate acrobazie degne dei più esperti skateboarders. Ma un giorno le forze degli Inferi si accorgono di loro e rapiscono Eurydice, la ragazza di Orpheus: il giovane non si rassegna alla perdita della sua amata e, deciso a riaverla, penetra coraggiosamente in un tenebroso mondo sotterraneo, regno incontrastato delle nefaste onde radio dei demoni che manovrano l’umanità. Nel cast figura Steven Jesse Bernstein, poco conosciuto – almeno in Italia – artista e poeta della corrente underground, vicino all’universo visionario di William S. Burroughs.

Cool Blue

Dustin vorrebbe essere un pittore in grado di vendere le proprie opere. Ma non è così. Un giorno, mentre gironzola in una galleria d’arte contemporanea incontra Christiane dalla quale rimane subito affascinato. Si mette a seguirla fino a quando riesce a parlarle. I due hanno un rapporto sessuale in un appartamento che sembra appartenere alla ragazza. La quale scompare (anche perché ha una relazione con un tipo violento e possessivo). Dustin si mette alla sua ricerca e nel frattempo sfoga la sua tensione raffigurandola in decine di quadri. Che gli permetteranno di avere una mostra tutta sua.
Questo film di Mullin e Shepard potrebbe essere usato nelle scuole di cinema per mostrare i luoghi comuni del cinema indipendente made in Usa a cavallo tra gli Anni Ottanta e i Novanta. Lo schema consiste nel mostrare la vita di due giovani perdigiorno, di farli vagabondare verbalmente in lunghe chiacchierate sul ‘che fare’ della propria vita e inserirci una storia d’amore possibilmente legata a un milieu intellettuale. È quanto accade puntualmente in questo caso con un giovane Woody Harrelson che si aggira per la California del Sud alla ricerca della sua musa entrando in contatto con tipi strani tra cui emerge Phil l’idraulico dalla lunga coda di cavallo bionda. Phil è uno Sean Penn già famosissimo che affronta due scene (non risultando poi nei credits ufficiali) che sfiorano il surreale. Anche questa è una caratteristica dell’indie dell’epoca: provare a raccontare una realtà, che Woody Allen aveva già più che sapientemente fissato nei suoi film più interessanti, inserendovi quel tanto di follia che avrebbe dovuto far compiere loro uno scatto di qualità. Purtroppo l’impresa, come in questo caso, non sempre riusciva.

Dustin vorrebbe essere un pittore in grado di vendere le proprie opere. Ma non è così. Un giorno, mentre gironzola in una galleria d’arte contemporanea incontra Christiane dalla quale rimane subito affascinato. Si mette a seguirla fino a quando riesce a parlarle. I due hanno un rapporto sessuale in un appartamento che sembra appartenere alla ragazza. La quale scompare (anche perché ha una relazione con un tipo violento e possessivo). Dustin si mette alla sua ricerca e nel frattempo sfoga la sua tensione raffigurandola in decine di quadri. Che gli permetteranno di avere una mostra tutta sua.
Questo film di Mullin e Shepard potrebbe essere usato nelle scuole di cinema per mostrare i luoghi comuni del cinema indipendente made in Usa a cavallo tra gli Anni Ottanta e i Novanta. Lo schema consiste nel mostrare la vita di due giovani perdigiorno, di farli vagabondare verbalmente in lunghe chiacchierate sul ‘che fare’ della propria vita e inserirci una storia d’amore possibilmente legata a un milieu intellettuale. È quanto accade puntualmente in questo caso con un giovane Woody Harrelson che si aggira per la California del Sud alla ricerca della sua musa entrando in contatto con tipi strani tra cui emerge Phil l’idraulico dalla lunga coda di cavallo bionda. Phil è uno Sean Penn già famosissimo che affronta due scene (non risultando poi nei credits ufficiali) che sfiorano il surreale. Anche questa è una caratteristica dell’indie dell’epoca: provare a raccontare una realtà, che Woody Allen aveva già più che sapientemente fissato nei suoi film più interessanti, inserendovi quel tanto di follia che avrebbe dovuto far compiere loro uno scatto di qualità. Purtroppo l’impresa, come in questo caso, non sempre riusciva.

Street Asylum

Accogliendo la proposta del candidato sindaco Jim Miller, la polizia di Los Angeles ha costituito un nuovo reparto speciale per combattere l'”emergenza criminalità” che dilaga in maniera incontrollabile nei quartieri periferici della metropoli. Gli agenti che lo compongono impiegano metodi che per violenza e brutalità non sarebbero consentiti in condizioni normali: pronti a sacrificare assurdamente la propria stessa vita, affrontano rapinatori, teppisti e giovani semplicemente sospettati di reati con una durezza che sfocia invariabilmente in efferata crudeltà. Arliss Ryder, entrato da poco nella squadra e sconvolto dall’improvviso impulso omicida che, suo malgrado, lo guida nelle missioni, scopre che dietro il cambiamento della personalità sua e di quella dei suoi compagni c’è la precisa volontà di Miller e della dottoressa Cane di farne automi da combattimento. Prima di essere reclutato nel reparto, Ryder era stato ferito in uno scontro a fuoco e durante un delicato intervento chirurgico gli era stato collocato nella spina dorsale un microchip che scatena una incontenibile aggressività nel momento dell’azione: lo stesso trattamento è stato riservato, con studiate modalità, anche ai suoi colleghi… Il film ipotizza nella cibernetica lo strumento capace di gettare le premesse di uno stato di polizia di un prossimo domani e mescola spunti che alludono a complotti governativi e a mass media orientati a manipolare l’opinione pubblica con tanto di politici corrotti, scienziati irresponsabili ed esaltati predicatori da strada (…uno di questi personaggi è interpretato da Brion James in maniera assai colorita). La traccia fantapolitica, pur non essendo originalissima, è stimolante, ma il regista Gregory Brown la trascura mostrandosi più interessato ad imbastire un action-movie solo moderatamente trasgressivo. In Germania, Street Asylum è stato distribuito anche con il titolo Ryder.

Accogliendo la proposta del candidato sindaco Jim Miller, la polizia di Los Angeles ha costituito un nuovo reparto speciale per combattere l'”emergenza criminalità” che dilaga in maniera incontrollabile nei quartieri periferici della metropoli. Gli agenti che lo compongono impiegano metodi che per violenza e brutalità non sarebbero consentiti in condizioni normali: pronti a sacrificare assurdamente la propria stessa vita, affrontano rapinatori, teppisti e giovani semplicemente sospettati di reati con una durezza che sfocia invariabilmente in efferata crudeltà. Arliss Ryder, entrato da poco nella squadra e sconvolto dall’improvviso impulso omicida che, suo malgrado, lo guida nelle missioni, scopre che dietro il cambiamento della personalità sua e di quella dei suoi compagni c’è la precisa volontà di Miller e della dottoressa Cane di farne automi da combattimento. Prima di essere reclutato nel reparto, Ryder era stato ferito in uno scontro a fuoco e durante un delicato intervento chirurgico gli era stato collocato nella spina dorsale un microchip che scatena una incontenibile aggressività nel momento dell’azione: lo stesso trattamento è stato riservato, con studiate modalità, anche ai suoi colleghi… Il film ipotizza nella cibernetica lo strumento capace di gettare le premesse di uno stato di polizia di un prossimo domani e mescola spunti che alludono a complotti governativi e a mass media orientati a manipolare l’opinione pubblica con tanto di politici corrotti, scienziati irresponsabili ed esaltati predicatori da strada (…uno di questi personaggi è interpretato da Brion James in maniera assai colorita). La traccia fantapolitica, pur non essendo originalissima, è stimolante, ma il regista Gregory Brown la trascura mostrandosi più interessato ad imbastire un action-movie solo moderatamente trasgressivo. In Germania, Street Asylum è stato distribuito anche con il titolo Ryder.

Tiny Terrestrial

Una buona nonnina, fervente cattolica, éduca i due suoi buoni nipotini ai valori della tolleranza e della carità e racconta loro che gli alieni, di cui tanto si parla, sono anch’essi figli di Dio, benevoli e giusti. Quando i bambini scoprono che una creatura extraterrestre dalla curiosa pigmentazione azzurra si è nascosta, impaurita, nella loro stalla, non esitano a prendersene cura, confortandola come possono e mostrandole amicizia. L’alieno – proprio come dice la buona nonnina – ha davvero un’indole pacifica e si affida con fiducia ai suoi due nuovi piccoli amici per sfuggire ad un gruppo di agenti e scienziati che vogliono catturarlo. Gli scienziati – caduti in una madornale cantonata – sono convinti che il “mostro”, del quale hanno ritrovato i resti della navicella, non sia un visitatore venuto dallo spazio, ma, addirittura, l’ultimo esponente della scomparsa civiltà di Atlantide. Sconclusionata favola alla E.T., con un inguardabile, goffo, pupazzo di gomma che emette insopportabili mugolii per manifestare gioia e bisogno di protezione. Titolo alternativo: Little Boy Blue.

Una buona nonnina, fervente cattolica, éduca i due suoi buoni nipotini ai valori della tolleranza e della carità e racconta loro che gli alieni, di cui tanto si parla, sono anch’essi figli di Dio, benevoli e giusti. Quando i bambini scoprono che una creatura extraterrestre dalla curiosa pigmentazione azzurra si è nascosta, impaurita, nella loro stalla, non esitano a prendersene cura, confortandola come possono e mostrandole amicizia. L’alieno – proprio come dice la buona nonnina – ha davvero un’indole pacifica e si affida con fiducia ai suoi due nuovi piccoli amici per sfuggire ad un gruppo di agenti e scienziati che vogliono catturarlo. Gli scienziati – caduti in una madornale cantonata – sono convinti che il “mostro”, del quale hanno ritrovato i resti della navicella, non sia un visitatore venuto dallo spazio, ma, addirittura, l’ultimo esponente della scomparsa civiltà di Atlantide. Sconclusionata favola alla E.T., con un inguardabile, goffo, pupazzo di gomma che emette insopportabili mugolii per manifestare gioia e bisogno di protezione. Titolo alternativo: Little Boy Blue.