Dernier Été

L’Estaque Riaux, quartiere nord di Marsiglia, estate 1980. Al porto non assumono lavoratori da molto tempo; alcune fabbriche minacciano di chiudere. Sulla terrazza del Bar du Centre, Bert e i suoi amici poltriscono tra un pastis e una partita a calciobalilla. Ma l’incontro con Josiane potrebbe cambiare la vita di Bert.

L’Estaque Riaux, quartiere nord di Marsiglia, estate 1980. Al porto non assumono lavoratori da molto tempo; alcune fabbriche minacciano di chiudere. Sulla terrazza del Bar du Centre, Bert e i suoi amici poltriscono tra un pastis e una partita a calciobalilla. Ma l’incontro con Josiane potrebbe cambiare la vita di Bert.

The Liar

Loquace, iperattivo, giovane e sbandato Ville Alfa va in giro per Helsinki, cercando di prendere in prestito denaro da amici e sconosciuti per mezzo di una consegna incessante di linee semi-intellettuali, eccentriche e scuse prefabbricate.

Loquace, iperattivo, giovane e sbandato Ville Alfa va in giro per Helsinki, cercando di prendere in prestito denaro da amici e sconosciuti per mezzo di una consegna incessante di linee semi-intellettuali, eccentriche e scuse prefabbricate.

Parenti

Uno dei film più popolari di Nikita Mikhalkov, chiaramente non in Italia, racconta, in maniera ironica, sulle relazioni complesse tra le persone vicine. Tra i risultati del film non è solo splendida recitazione, ma anche il fatto che i temi affrontati in “Rodnia” rimangano contemporanei e d’attualità come quando è stato girato. Il rapporto tra un figlio e una madre- sono come l’amore eterno. Soprattutto quando il ruolo del figlio Stasik è brillantemente interpretato da Yuri Bogatyryov, e quello della madre dalla incomparabile Nonna Mordyukova. Marusya Konovalova, una sorta, semplice donna di campagna , arriva a Mosca per visitare la sua unica figlia (Svetlana Kryuchkova) e cerca di rinsaldare i rapporti interrotti della famiglia. Agendo con le migliori intenzioni, non riesce a capire perché la sua interferenza provocare una protesta in tempesta.

Uno dei film più popolari di Nikita Mikhalkov, chiaramente non in Italia, racconta, in maniera ironica, sulle relazioni complesse tra le persone vicine. Tra i risultati del film non è solo splendida recitazione, ma anche il fatto che i temi affrontati in “Rodnia” rimangano contemporanei e d’attualità come quando è stato girato. Il rapporto tra un figlio e una madre- sono come l’amore eterno. Soprattutto quando il ruolo del figlio Stasik è brillantemente interpretato da Yuri Bogatyryov, e quello della madre dalla incomparabile Nonna Mordyukova. Marusya Konovalova, una sorta, semplice donna di campagna , arriva a Mosca per visitare la sua unica figlia (Svetlana Kryuchkova) e cerca di rinsaldare i rapporti interrotti della famiglia. Agendo con le migliori intenzioni, non riesce a capire perché la sua interferenza provocare una protesta in tempesta.

Ferat Vampire

Il dottor Marek (Jirí Menzel) è nei guai da quando la sua devota e amata assistente Mima (Dagmar Veskrnová) ha deciso di lasciare l’ospedale per accettare un posto di collaudatrice di auto presso la società Ferat. Ma i guai di Mima sono di ben più grave entità poichè la macchina che le viene affidata – una formidabile supercar, simile, nel disegno, alla “Skoda Sport 1100” – è, in realtà, una “macchina vampiro”. Progettata come il prototipo dell’autovettura del futuro, la macchina ha un motore che va a sangue: il pedale dell’acceleratore succhia linfa vitale dall’ignaro autista e fa vivere l’auto di propria vita. Scoperto il terribile segreto della Ferat, il dottor Marek tenta l’impossibile per salvare Mima trasfomandosi in un inedito cacciatore di vampiri dell’era tecnologica. Originale divagazione fanta-orrorifica sui temi del vampirismo (il titolo stesso ricorda per assonanza il classico Nosferatu), che anticipa di un paio di anni il filone cinematografico delle macchine infernali alla Christine. Il film è diretto dal regista Juraj Herz (Coz takhle dát si spenát) sulla scorta dell’insolito soggetto di Josef Nesvadba (Ztracena Tvar, Zabil jsem Einsteina panove, Zítra ráno vstanu a oparím se cajem) che suggerisce tra le righe del racconto una satira sui miti della società capitalistica (la sete di ricchezza, il fascino delle auto sportive e della velocità, l’ansia di emergere dalla monotonia della comune e anonima esistenza). Conosciuto anche con i titoli: Ferat Vampire, Der Autovampir.

Il dottor Marek (Jirí Menzel) è nei guai da quando la sua devota e amata assistente Mima (Dagmar Veskrnová) ha deciso di lasciare l’ospedale per accettare un posto di collaudatrice di auto presso la società Ferat. Ma i guai di Mima sono di ben più grave entità poichè la macchina che le viene affidata – una formidabile supercar, simile, nel disegno, alla “Skoda Sport 1100” – è, in realtà, una “macchina vampiro”. Progettata come il prototipo dell’autovettura del futuro, la macchina ha un motore che va a sangue: il pedale dell’acceleratore succhia linfa vitale dall’ignaro autista e fa vivere l’auto di propria vita. Scoperto il terribile segreto della Ferat, il dottor Marek tenta l’impossibile per salvare Mima trasfomandosi in un inedito cacciatore di vampiri dell’era tecnologica. Originale divagazione fanta-orrorifica sui temi del vampirismo (il titolo stesso ricorda per assonanza il classico Nosferatu), che anticipa di un paio di anni il filone cinematografico delle macchine infernali alla Christine. Il film è diretto dal regista Juraj Herz (Coz takhle dát si spenát) sulla scorta dell’insolito soggetto di Josef Nesvadba (Ztracena Tvar, Zabil jsem Einsteina panove, Zítra ráno vstanu a oparím se cajem) che suggerisce tra le righe del racconto una satira sui miti della società capitalistica (la sete di ricchezza, il fascino delle auto sportive e della velocità, l’ansia di emergere dalla monotonia della comune e anonima esistenza). Conosciuto anche con i titoli: Ferat Vampire, Der Autovampir.

Desperado City

Il regista Vadim Glowna dipinge un ritratto oppressivo di una città tedesca nel 1980. Segue dei Desperados solitari, che vagano attraverso Amburgo nel quartiere di St. Pauli. La storia segue per un paio di giorni la vita del tassista Skoda, di Liane la parrucchiera e dell’ex prostituta Hilke. Essi sono uniti nel desiderio di lasciarsi tutto alle spalle. Mentre le loro strade si incrociano, c’è un barlume di speranza, ma il sogno di una vita diversa è frantumato da una realtà spietata.

Il regista Vadim Glowna dipinge un ritratto oppressivo di una città tedesca nel 1980. Segue dei Desperados solitari, che vagano attraverso Amburgo nel quartiere di St. Pauli. La storia segue per un paio di giorni la vita del tassista Skoda, di Liane la parrucchiera e dell’ex prostituta Hilke. Essi sono uniti nel desiderio di lasciarsi tutto alle spalle. Mentre le loro strade si incrociano, c’è un barlume di speranza, ma il sogno di una vita diversa è frantumato da una realtà spietata.