Solo Sunny

L’ ultimo film di Wolf, cineasta simbolo della RDT, valse l’Orso d’ Argento alla protagonista Renate Krossner, strepitosa nel ruolo di una giovane cantante che tenta di sfondare nel panorama pop e che vive un’esistenza sregolata e fuori dagli schemi.

L’ ultimo film di Wolf, cineasta simbolo della RDT, valse l’Orso d’ Argento alla protagonista Renate Krossner, strepitosa nel ruolo di una giovane cantante che tenta di sfondare nel panorama pop e che vive un’esistenza sregolata e fuori dagli schemi.

Facce di festa

Girato nell’arco di poche ore a una festa a Milano nel 1979, Facce di festa è una riflessione su un frammento di realtà giovanile in cerca di nuovi riferimenti. Sono giovani che usciti da anni di intenso attivismo politico e di profondi cambiamenti sociali e culturali si trovano alla soglia di un nuovo decennio dove rampantismo ed edonismo si propongono come valori dominanti. Un film costruito assemblando materiale raccolto con tecniche diverse: camera nascosta, interviste comportamentali, immagini descrittive. Tentando di creare un’interferenza tra la narrazione dell’autore e la percezione dello spettatore. Facce di festa viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 1980.

Girato nell’arco di poche ore a una festa a Milano nel 1979, Facce di festa è una riflessione su un frammento di realtà giovanile in cerca di nuovi riferimenti. Sono giovani che usciti da anni di intenso attivismo politico e di profondi cambiamenti sociali e culturali si trovano alla soglia di un nuovo decennio dove rampantismo ed edonismo si propongono come valori dominanti. Un film costruito assemblando materiale raccolto con tecniche diverse: camera nascosta, interviste comportamentali, immagini descrittive. Tentando di creare un’interferenza tra la narrazione dell’autore e la percezione dello spettatore. Facce di festa viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 1980.

Panni sporchi

Panni sporchi è un film di genere commedia del 1998, diretto da Mario Monicelli, con Paolo Bonacelli e Marina Confalone. Durata 110 minuti. Distribuito da BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA PER C.D.I. (1999) – MEDUSA.

Da due generazioni, nelle Marche, la famiglia Razzi manda avanti un’impresa che produce caramelle digestive a base di cicoria, la cosiddetta ‘cialda’, brevettata da un nonno farmacista e diffusa presso una clientela limitata e fedele. A capo della ditta c’è Furio, il marito di Cinzia Razzi, ma il suocero Amedeo, messo da parte per inettitudine, vorrebbe sostituirlo con il nipote Camillo, orfano di padre. Convinto da Camillo, Amedeo si esibisce in uno spot per la ditta su una tv locale, ma i contenuti dello spot, l’ironia della città e le spese fanno sì che Furio decida di togliere al vecchio l’accesso alla cassa di famiglia. Umiliato e addolorato, Amedeo ha un infarto e muore. Furio rimane solo a cercare di mandare avanti la fabbrica. I suoi figli, Carlino e Giada, sono giovani e inetti. C’è poi lo zio Genesio, allontanatosi per fare l’artista, e che ora ritorna portando a sorpresa una giovane moglie albanese, Fiore. Genesio dice a Furio che ha bisogno di soldi, Furio li nega e Genesio, inaspettatamente, si uccide. Nella confusione, Camillo prende in mano le redini del comando, progetta grandi investimenti e organizza una spettacolare festa per il proprio matrimonio con Tiziana. Ma la festa si rivela un disastro, le nozze non si fanno, i conti non tornano, Camillo fa uso di cocaina e ben presto gli strozzini lo braccano. Fiore capisce allora che è il momento buono per avvertire il fratello, un albanese dedito ad attività poco lecite. Questi ha buon gioco nel proporsi come acquirente della ditta. E quando tutto sembra ormai perduto, Furio, che non si rassegna, mette l’esplosivo alla fabbrica. Dalla finestra di casa, Cinzia osserva l’esplosione.

“La verve è sempre quella di Monicelli – qua e là si riconosce la sua inconfondibile zampata – ma l’incedere è nell’insieme stracco e le prestazioni degli attori fanno pensare più alla farsa che non alla commedia matura”. (Paolo D’Agostini, ‘Annuario del cinema italiano 1999/2000’)”Arrivato in buona salute alla bella età di 84 anni e con oltre mezzo secolo di carriera alle spalle, Monicelli continua a gettare il proprio occhio acuto e lucido sull’Italia contemporanea, anzi sulla famiglia italiana di questa fine Millennio: microcosmo dove vengono a galla tutte le contraddizioni, le frizioni, le incomprensioni di un tessuto sociale troppo spesso spezzettato e privo di punti di contatto. (…) Monicelli osserva con sguardo certo non distaccato; il suo intervento si vede, quando il nitido realismo dei dialoghi e degli ambienti sfuma nell’ironia, nella sovraesposizione, nel grottesco della festa di matrimonio e del finale apocalittico. Ci sono echi di ‘Parenti serpenti’ ma c’è meno cattiveria, più possibilismo, più voglia di dare a questa famiglia un’occasione di riscatto, di ripresa.” (‘Segnalazioni cinematografiche’, vol. 127, 1999)

Wozu Denn Über Diese Leute Einen Film?

Prenzlauer Berg, Berlino Est. Due ragazzi, una ragazza, una signora anziana, di origine polacca, divorziata dal marito. I ragazzi sono Berndt e Norbert. Berndt e Norbert hanno avuto problemi con la legge per furto, ma da piccoli avrebbero voluto diventare poliziotti. Il primo si è introdotto in un grande magazzino, l’altro ha rubato un motorino con la complicità di un amico. Attraverso la loro vicenda, il regista mette in scena una differenza umana, sociale e politica non contemplata dal dogmatismo del realismo socialista.

Prenzlauer Berg, Berlino Est. Due ragazzi, una ragazza, una signora anziana, di origine polacca, divorziata dal marito. I ragazzi sono Berndt e Norbert. Berndt e Norbert hanno avuto problemi con la legge per furto, ma da piccoli avrebbero voluto diventare poliziotti. Il primo si è introdotto in un grande magazzino, l’altro ha rubato un motorino con la complicità di un amico. Attraverso la loro vicenda, il regista mette in scena una differenza umana, sociale e politica non contemplata dal dogmatismo del realismo socialista.

Legend of Tianyun Mountain

È il primo film cinese a mettere sistematicamente in discussione, ripercorrendole in flashback concatenati, tutte le campagne politiche dal 1956 ai prodromi delle riforme denghiane, mostrando come i traumi dell’oggi non siano altro che le eredità delle lacerazioni di ieri, che risultano infine, al di là della rituale (e solo formale) riabilitazione finale, insanabili perché troppo profondi.

È il primo film cinese a mettere sistematicamente in discussione, ripercorrendole in flashback concatenati, tutte le campagne politiche dal 1956 ai prodromi delle riforme denghiane, mostrando come i traumi dell’oggi non siano altro che le eredità delle lacerazioni di ieri, che risultano infine, al di là della rituale (e solo formale) riabilitazione finale, insanabili perché troppo profondi.