Sieben Sommersprossen

In un campo estivo scoppia l’amore di due adolescenti, tra invidie dei coetanei e ottusità degli adulti. Un Tempo delle mele della RDT, spaccato dell’universo giovanile in un periodo fortemente politicizzato e carico di tensioni sociali.

In un campo estivo scoppia l’amore di due adolescenti, tra invidie dei coetanei e ottusità degli adulti. Un Tempo delle mele della RDT, spaccato dell’universo giovanile in un periodo fortemente politicizzato e carico di tensioni sociali.

La parte bassa

Prima di esordire nel lungometraggio con Amore tossico, Claudio Caligari gira alcuni documentari ultraindipendenti su temi sociali e politici. La parte bassa immortala la parola, il gesto, la rabbia impotente e la voglia di vivere dei movimenti giovanili milanesi.

Prima di esordire nel lungometraggio con Amore tossico, Claudio Caligari gira alcuni documentari ultraindipendenti su temi sociali e politici. La parte bassa immortala la parola, il gesto, la rabbia impotente e la voglia di vivere dei movimenti giovanili milanesi.

Metal Messiah

Giunto in una caotica metropoli – simbolo di una civiltà corrotta, fondata sul vizio e sulla prevaricazione -, uno straniero parla di pace e di riscatto morale con le persone che incontra, avvertendole che, per colpa dell’uomo, il pianeta sta morendo. Si confronta con individui mortalmente segnati dalle radiazioni; con androidi e mutanti; con giovani storditi dalla musica di infernali discoteche; con ricchi che escogitano i progetti più strani per arricchirsi ancora di più; con studenti sottoposti a lavaggio del cervello, e con un nazistoide chiamato Max – incarnazione del male e dell’odio – che invoca forze cosmiche per annientarlo e trascina le masse drogandole con false speranze. Sulle sue tracce c’è anche il killer Philip Chandler, inviato dal Potere per ucciderlo, ma lo straniero continua il viaggio pur sapendo di andare incontro all’umiliazione e alla morte. Provocatoria metafora del cammino di Cristo verso il Golgota realizzata come un musical apocalittico. La sceneggiatura non spiega il tempo e il luogo della vicenda: i personaggi e le situazioni mescolano passato e presente quasi a disegnare una dimensione da incubo, nella quale diritti, libertà e coscienza individuale si spengono sopraffatti dalla violenza. Sconosciuti gli attori, ad eccezione di John Paul Young – che qui interpreta Max -, apparso anche di 984: Prisoner of the Future e Rats.

Giunto in una caotica metropoli – simbolo di una civiltà corrotta, fondata sul vizio e sulla prevaricazione -, uno straniero parla di pace e di riscatto morale con le persone che incontra, avvertendole che, per colpa dell’uomo, il pianeta sta morendo. Si confronta con individui mortalmente segnati dalle radiazioni; con androidi e mutanti; con giovani storditi dalla musica di infernali discoteche; con ricchi che escogitano i progetti più strani per arricchirsi ancora di più; con studenti sottoposti a lavaggio del cervello, e con un nazistoide chiamato Max – incarnazione del male e dell’odio – che invoca forze cosmiche per annientarlo e trascina le masse drogandole con false speranze. Sulle sue tracce c’è anche il killer Philip Chandler, inviato dal Potere per ucciderlo, ma lo straniero continua il viaggio pur sapendo di andare incontro all’umiliazione e alla morte. Provocatoria metafora del cammino di Cristo verso il Golgota realizzata come un musical apocalittico. La sceneggiatura non spiega il tempo e il luogo della vicenda: i personaggi e le situazioni mescolano passato e presente quasi a disegnare una dimensione da incubo, nella quale diritti, libertà e coscienza individuale si spengono sopraffatti dalla violenza. Sconosciuti gli attori, ad eccezione di John Paul Young – che qui interpreta Max -, apparso anche di 984: Prisoner of the Future e Rats.

The Foreigner

Secondo lungometraggio a soggetto del padre del cinema No Wave, Amos Poe. Dopo l’omaggio alla Nouvelle Vague del precedente Unmade Beds, il cineasta di origini israeliane si cimenta con il noir underground realizzando uno dei suoi film migliori. Cupo, magico, sporco come tutto quello che usciva dal sottosuolo in ebollizione della città più pericolosa e affascinante del mondo.

Secondo lungometraggio a soggetto del padre del cinema No Wave, Amos Poe. Dopo l’omaggio alla Nouvelle Vague del precedente Unmade Beds, il cineasta di origini israeliane si cimenta con il noir underground realizzando uno dei suoi film migliori. Cupo, magico, sporco come tutto quello che usciva dal sottosuolo in ebollizione della città più pericolosa e affascinante del mondo.

Beata tra le donne

Subito dopo il liceo Elena inizia a lavorare come autista contro la volontà dei propri genitori. Così incontra Joro di cui si innamora e di cui rimane incinta. Quando il suo ragazzo l’abbandona, Elena deve prendere la dura decisione di dare il neonato in adozione. Sono anni, quelli del regime comunista, in cui una donna che avesse un figlio illegittimo non era sicuramente benvista. Così Elena è costretta a trascorrere gli ultimi mesi della gravidanza in un istituzione – “la casa della madre e dei figli” – nascosta dagli occhi della società. Le altre ragazze della casa accolgono Elena con un proprio rito e nei mesi che seguono lei diventa testimone dei loro drammi di vita. Alla fine sarà lei a dover decidere se preferire crescere il bambino da sola.

Subito dopo il liceo Elena inizia a lavorare come autista contro la volontà dei propri genitori. Così incontra Joro di cui si innamora e di cui rimane incinta. Quando il suo ragazzo l’abbandona, Elena deve prendere la dura decisione di dare il neonato in adozione. Sono anni, quelli del regime comunista, in cui una donna che avesse un figlio illegittimo non era sicuramente benvista. Così Elena è costretta a trascorrere gli ultimi mesi della gravidanza in un istituzione – “la casa della madre e dei figli” – nascosta dagli occhi della società. Le altre ragazze della casa accolgono Elena con un proprio rito e nei mesi che seguono lei diventa testimone dei loro drammi di vita. Alla fine sarà lei a dover decidere se preferire crescere il bambino da sola.

Niente da vedere niente da nascondere

Un documentario sull’artista Alighiero Boetti, girato in parte nel Museo d’arte contemporanea di Basilea in occasione di una mostra antologica e in parte nel suo studio a Trastevere.

Un documentario sull’artista Alighiero Boetti, girato in parte nel Museo d’arte contemporanea di Basilea in occasione di una mostra antologica e in parte nel suo studio a Trastevere.