L’insaziabile

Elisabeth e Roth sono sposati e hanno tre figli. Sono molto innamorati ma la perdita del loro quarto figlio li getta in una crisi profonda. Alle soglie della contestazione studentesca, Edgar Reitz analizza in maniera impietosa i difficili, complessi rapporti di una giovane coppia, quasi fosse un compendio dell’alienazione borghese.

Elisabeth e Roth sono sposati e hanno tre figli. Sono molto innamorati ma la perdita del loro quarto figlio li getta in una crisi profonda. Alle soglie della contestazione studentesca, Edgar Reitz analizza in maniera impietosa i difficili, complessi rapporti di una giovane coppia, quasi fosse un compendio dell’alienazione borghese.

In Two Minds

Kate, una giovane sotto osservazione psichiatrica che soffre di mancanza di fiducia, auto-stima e auto-controllo, racconta di una “Kate cattiva” che commette atti immorali. Le condizioni della ragazza sono la conseguenza dell’ipocrisia, dell’egoismo e della debolezza di coloro che la circondano, oppure Kate può essere solo diagnosticata e trattata come schizofrenica? Un film drammatico raccontato nello stile documentaristico del giovane Loach e scritto da David Mercer che, mettendo in discussione le idee convenzionali sulla schizofrenia, suscitò all’epoca un acceso dibattito sui media britannici.

Kate, una giovane sotto osservazione psichiatrica che soffre di mancanza di fiducia, auto-stima e auto-controllo, racconta di una “Kate cattiva” che commette atti immorali. Le condizioni della ragazza sono la conseguenza dell’ipocrisia, dell’egoismo e della debolezza di coloro che la circondano, oppure Kate può essere solo diagnosticata e trattata come schizofrenica? Un film drammatico raccontato nello stile documentaristico del giovane Loach e scritto da David Mercer che, mettendo in discussione le idee convenzionali sulla schizofrenia, suscitò all’epoca un acceso dibattito sui media britannici.

Bizet – Carmen

Realizzata nel 1967, questa versione cinematografica di Carmen è forse la prova più convincente del Karajan regista. Ottima direzione della scena per uno spettacolo molto tradizionale, ma che coglie in pieno le tinte esotiche del capolavoro di Bizet.

Realizzata nel 1967, questa versione cinematografica di Carmen è forse la prova più convincente del Karajan regista. Ottima direzione della scena per uno spettacolo molto tradizionale, ma che coglie in pieno le tinte esotiche del capolavoro di Bizet.

Morte in un giorno di pioggia

Nei piani del folle dottor Kung, capo di una organizzazione criminale cinese, l’imminente riunione delle Nazioni Unite convocata per promuovere una politica internazionale di pacifica coesistenza tra le maggiori potenze del mondo, dovrà fornire il pretesto per aizzare, l’uno contro l’altro, il blocco comunista e l’Occidente, spingendoli rapidamente verso un nuovo conflitto mondiale. L’ignaro strumento della diabolica macchinazione è il segretario dell’ONU in persona, al quale il dottor Kung si ripromette di iniettare un siero contenente acido ribonucleico che lo renderà schiavo della sua volontà. L’imprevedibile entrata in scena di due agenti segreti, Paul Rivera e Bruno Nussak, farà sì che il siero, custodito in una fiala simile a quella di un comune campione di profumo, non giunga a destinazione. Fantaspionaggio a basso costo e a buon mercato che gli sceneggiatori (… ben quattro …) virano prudentemente sulla parodia alternando l’azione a situazioni da commedia giallo-rosa. A parte la presenza di due agenti segreti in luogo del canonico singolo eroe con la licenza di uccidere, il film, oggi completamente dimenticato, offre la solita sfilata di belle ragazze, paesaggi esotici e ben poco di nuovo. Conosciuto anche con i titoli: Chinos y minifaldas, Der Sarg bleibt heute zu, Die Rache des Dr. Kung, Im Zeichen des roten Skorpions, Death on a Rainy Day.

Nei piani del folle dottor Kung, capo di una organizzazione criminale cinese, l’imminente riunione delle Nazioni Unite convocata per promuovere una politica internazionale di pacifica coesistenza tra le maggiori potenze del mondo, dovrà fornire il pretesto per aizzare, l’uno contro l’altro, il blocco comunista e l’Occidente, spingendoli rapidamente verso un nuovo conflitto mondiale. L’ignaro strumento della diabolica macchinazione è il segretario dell’ONU in persona, al quale il dottor Kung si ripromette di iniettare un siero contenente acido ribonucleico che lo renderà schiavo della sua volontà. L’imprevedibile entrata in scena di due agenti segreti, Paul Rivera e Bruno Nussak, farà sì che il siero, custodito in una fiala simile a quella di un comune campione di profumo, non giunga a destinazione. Fantaspionaggio a basso costo e a buon mercato che gli sceneggiatori (… ben quattro …) virano prudentemente sulla parodia alternando l’azione a situazioni da commedia giallo-rosa. A parte la presenza di due agenti segreti in luogo del canonico singolo eroe con la licenza di uccidere, il film, oggi completamente dimenticato, offre la solita sfilata di belle ragazze, paesaggi esotici e ben poco di nuovo. Conosciuto anche con i titoli: Chinos y minifaldas, Der Sarg bleibt heute zu, Die Rache des Dr. Kung, Im Zeichen des roten Skorpions, Death on a Rainy Day.

Hanaoka Seishû No Tsuma

Opera biografica sulla vita di Seishu Hanaoka (1760-1835), un medico che alla fine del 1700 eseguì per la prima volta in Giappone un’operazione chirurgica in anestesia totale. Sposato da poco con Kae, Seishu si reca per alcuni anni a Kyoto per perfezionare gli studi sulle piante medicinali, lasciando la giovane moglie a casa insieme a sua madre Otsugi. Il periodo di convivenza serena tra suocera e nuora si interrompe bruscamente nel momento in cui fa ritorno Seishu, il cui affetto diventa oggetto di contesa tra le due protagoniste femminili, pronte a sacrificarsi come cavie per i suoi esperimenti di messa a punto dell’anestetico. La rivalità tra le due figure femminili fa emergere l’egocentrismo dell’uomo in cerca di affermazione personale e mette in risalto la forza e la centralità delle passioni, a dispetto di ogni convenzione sociale.

Opera biografica sulla vita di Seishu Hanaoka (1760-1835), un medico che alla fine del 1700 eseguì per la prima volta in Giappone un’operazione chirurgica in anestesia totale. Sposato da poco con Kae, Seishu si reca per alcuni anni a Kyoto per perfezionare gli studi sulle piante medicinali, lasciando la giovane moglie a casa insieme a sua madre Otsugi. Il periodo di convivenza serena tra suocera e nuora si interrompe bruscamente nel momento in cui fa ritorno Seishu, il cui affetto diventa oggetto di contesa tra le due protagoniste femminili, pronte a sacrificarsi come cavie per i suoi esperimenti di messa a punto dell’anestetico. La rivalità tra le due figure femminili fa emergere l’egocentrismo dell’uomo in cerca di affermazione personale e mette in risalto la forza e la centralità delle passioni, a dispetto di ogni convenzione sociale.

Nihon No Ichiban Nagai Hi

Intorno alla metà del 1945 le sorti della Seconda Guerra Mondiale volgono contro il Giappone; il 26 luglio 1945 la dichiarazione di Postdam, con cui si stabilivano le condizioni per la resa giapponese, è monitorata via radio. Il 6 agosto viene sganciata la prima bomba atomica su Hiroshima, il 9 su Nagasaki. Non c’è più modo per il Giappone di evitare la sconfitta. Il 10 agosto si tiene un Consiglio alla presenza dell’Imperatore, il cui risultato è a favore dell’accettazione della dichiarazione di Postdam, sebbene i capi di governo siano divisi sulle disposizioni che riguardano l’Imperatore. Anami, ministro dell’Esercito, si oppone alla resa. Il 14 agosto l’Imperatore si risolve a porre fine alla guerra, ma i più ostinati a resistere progettano un colpo di stato. Anami li supplica di desistere dalla loro intenzione, esortandoli ad attenersi alla decisione dell’Imperatore. Alle ore 13 dello stesso giorno si tiene una riunione di Gabinetto, nel corso della quale si decide di registrare il messaggio dell’Imperatore per mandarlo in onda via radio alle 12 del giorno successivo; ma il gruppo dei contrari alla resa è determinato a impedirne la messa in onda. Favorevoli e contrari alla resa, in preda ad agitazione e nervosismo, cercano di ostacolare gli uni le azioni degli altri, i primi in nome dell’obbedienza all’Imperatore, i secondi in nome della lealtà nei suoi confronti.

Intorno alla metà del 1945 le sorti della Seconda Guerra Mondiale volgono contro il Giappone; il 26 luglio 1945 la dichiarazione di Postdam, con cui si stabilivano le condizioni per la resa giapponese, è monitorata via radio. Il 6 agosto viene sganciata la prima bomba atomica su Hiroshima, il 9 su Nagasaki. Non c’è più modo per il Giappone di evitare la sconfitta. Il 10 agosto si tiene un Consiglio alla presenza dell’Imperatore, il cui risultato è a favore dell’accettazione della dichiarazione di Postdam, sebbene i capi di governo siano divisi sulle disposizioni che riguardano l’Imperatore. Anami, ministro dell’Esercito, si oppone alla resa. Il 14 agosto l’Imperatore si risolve a porre fine alla guerra, ma i più ostinati a resistere progettano un colpo di stato. Anami li supplica di desistere dalla loro intenzione, esortandoli ad attenersi alla decisione dell’Imperatore. Alle ore 13 dello stesso giorno si tiene una riunione di Gabinetto, nel corso della quale si decide di registrare il messaggio dell’Imperatore per mandarlo in onda via radio alle 12 del giorno successivo; ma il gruppo dei contrari alla resa è determinato a impedirne la messa in onda. Favorevoli e contrari alla resa, in preda ad agitazione e nervosismo, cercano di ostacolare gli uni le azioni degli altri, i primi in nome dell’obbedienza all’Imperatore, i secondi in nome della lealtà nei suoi confronti.

Tainstvennaya Stena

Due scienziati, la loro assistente, ed un ufficiale dell’esercito si stabiliscono in un casolare trasformato in laboratorio per studiare le proprietà di una misteriosa coltre di nebbia, scesa dal cielo all’improvviso, che non sembra influenzata da fattori climatici. Quando, ad intervalli irregolari e senza alcuna ragione apparente, il radar e le apparecchiature di rilevamento subiscono gravi malfunzionamenti, ciascun componente della squadra cade vittima di strane allucinazioni nelle quali rivive, dilatate tra sogno e realtà, esperienze di un passato quasi sepolto nella memoria: il salvataggio in mare di un bizzarro navigatore solitario; l’incontro con dei contadini sotto un caldo sole d’estate; il colloquio con una attraente impiegata negli uffici di un centro di ricerche scientifiche; la movimentata lezione a dei bambini in un planetario… Nel momento in cui le macchine del laboratorio vanno definitivamente in corto circuito, la nube svanisce nel nulla come risucchiata nel cielo dal quale era venuta. Il gruppo torna in città senza poter spiegare cosa sia realmente accaduto. Il film anticipa vagamente gli argomenti che Andrej Tarkovskij presenterà, in maniera ben più drammatica, in Solaris. Il soggetto è senza dubbio stimolante, ma il poverissimo allestimento cinematografico, il taglio televisivo della regia e delle interpretazioni, la colonna sonora più adatta ad una commedia che a un film di fantascienza, ne sminuiscono l’interesse e precipitano il film nel limbo delle dimenticate pellicole di “serie B”. Tainstvennaya stena è citato, talora, con il titolo anglosassone The Mysterious Wall.

Due scienziati, la loro assistente, ed un ufficiale dell’esercito si stabiliscono in un casolare trasformato in laboratorio per studiare le proprietà di una misteriosa coltre di nebbia, scesa dal cielo all’improvviso, che non sembra influenzata da fattori climatici. Quando, ad intervalli irregolari e senza alcuna ragione apparente, il radar e le apparecchiature di rilevamento subiscono gravi malfunzionamenti, ciascun componente della squadra cade vittima di strane allucinazioni nelle quali rivive, dilatate tra sogno e realtà, esperienze di un passato quasi sepolto nella memoria: il salvataggio in mare di un bizzarro navigatore solitario; l’incontro con dei contadini sotto un caldo sole d’estate; il colloquio con una attraente impiegata negli uffici di un centro di ricerche scientifiche; la movimentata lezione a dei bambini in un planetario… Nel momento in cui le macchine del laboratorio vanno definitivamente in corto circuito, la nube svanisce nel nulla come risucchiata nel cielo dal quale era venuta. Il gruppo torna in città senza poter spiegare cosa sia realmente accaduto. Il film anticipa vagamente gli argomenti che Andrej Tarkovskij presenterà, in maniera ben più drammatica, in Solaris. Il soggetto è senza dubbio stimolante, ma il poverissimo allestimento cinematografico, il taglio televisivo della regia e delle interpretazioni, la colonna sonora più adatta ad una commedia che a un film di fantascienza, ne sminuiscono l’interesse e precipitano il film nel limbo delle dimenticate pellicole di “serie B”. Tainstvennaya stena è citato, talora, con il titolo anglosassone The Mysterious Wall.