Per Firenze

Narrato in italiano dall’attore britannico Richard Burton, con cui il Maestro avrebbe stretto un sodalizio artistico l’anno seguente girando assieme a lui ed a Elizabeth Taylor “La bisbetica domata” (“The Taming of the Shrew”), “Per Firenze” è stato montato da Amedeo Giomini con le musiche di Ennio Morricone mentre i costumi sono di Anna Anni, da sempre collaboratrice di Franco Zeffirelli. L’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 fu l’ultima di una serie di esondazioni dell’Arno che hanno nel corso dei secoli mutato il volto della città toscana. Il documentario, del quale ne venne realizzata anche una versione in lingua inglese, fece il giro d’Italia e del mondo, dando un importante aiuto per l’ottenimento di numerosi aiuti ufficiali e non da parte di numerosi enti pubblici e privati.

Narrato in italiano dall’attore britannico Richard Burton, con cui il Maestro avrebbe stretto un sodalizio artistico l’anno seguente girando assieme a lui ed a Elizabeth Taylor “La bisbetica domata” (“The Taming of the Shrew”), “Per Firenze” è stato montato da Amedeo Giomini con le musiche di Ennio Morricone mentre i costumi sono di Anna Anni, da sempre collaboratrice di Franco Zeffirelli. L’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 fu l’ultima di una serie di esondazioni dell’Arno che hanno nel corso dei secoli mutato il volto della città toscana. Il documentario, del quale ne venne realizzata anche una versione in lingua inglese, fece il giro d’Italia e del mondo, dando un importante aiuto per l’ottenimento di numerosi aiuti ufficiali e non da parte di numerosi enti pubblici e privati.

Il demone in pieno giorno

Ambientato nel Giappone del dopoguerra, il film descrive la vita densa di tumulti di una donna che, violentata due volte da un uomo, ogni volta rinasce e tenta di compiere il suicidio d’amore ma sopravvive sempre. Si può pensare ad una allegoria in cui la donna rappresenta il popolo giapponese e l’uomo che la violenta si può associare, invece, alla figura di un rivoluzionario che con il suo atto dà nuova vita alla popolazione. L’accostamento di Ôshima, che si può riassumere in sesso=politica, viene descritto in modo molto crudo, grazie anche al forte contrasto creato dallo schermo in bianco e nero.

Ambientato nel Giappone del dopoguerra, il film descrive la vita densa di tumulti di una donna che, violentata due volte da un uomo, ogni volta rinasce e tenta di compiere il suicidio d’amore ma sopravvive sempre. Si può pensare ad una allegoria in cui la donna rappresenta il popolo giapponese e l’uomo che la violenta si può associare, invece, alla figura di un rivoluzionario che con il suo atto dà nuova vita alla popolazione. L’accostamento di Ôshima, che si può riassumere in sesso=politica, viene descritto in modo molto crudo, grazie anche al forte contrasto creato dallo schermo in bianco e nero.

La Chasse Au Météore

I due astrofili dilettanti Sidney Hudelson e Dean Forsyth avvistano, indipendentemente l’uno dall’altro, un misterioso corpo celeste che sembra dirigersi rapidamente proprio su Whaston, la cittadina della Virginia nella quale abitano entrambi. Nemici per rivalità professionale, ciascuno dei due rivendica animosamente il primato della scoperta ed il diritto a studiare per primo la composizione della meteora. Quando il frammento cade finalmente sulla terra rivelando qualità morfologiche che farebbero la fortuna dell’eventuale proprietario, la questione si trasforma in una vertenza giudiziaria, inedita e appassionante, ma di difficile soluzione. Nella disputa rimangono coinvolti il figlio e la figlia dei rispettivi contendenti che si amano segretamente da tempo e desiderano soltanto mettere pace tra le orgogliose famiglie. Ispirato ad un romanzo postumo di Jules Verne, La chasse au météore è una briosa rievocazione della fantascienza di inizio ‘900 ed insieme una gustosa satira sulla società capitalistica e sulle esasperazioni che in ogni tempo viziano l’animo degli individui. Il film, prodotto per la televisione francese, è inspiegabilmente sconosciuto ad importanti cataloghi internazionali.

I due astrofili dilettanti Sidney Hudelson e Dean Forsyth avvistano, indipendentemente l’uno dall’altro, un misterioso corpo celeste che sembra dirigersi rapidamente proprio su Whaston, la cittadina della Virginia nella quale abitano entrambi. Nemici per rivalità professionale, ciascuno dei due rivendica animosamente il primato della scoperta ed il diritto a studiare per primo la composizione della meteora. Quando il frammento cade finalmente sulla terra rivelando qualità morfologiche che farebbero la fortuna dell’eventuale proprietario, la questione si trasforma in una vertenza giudiziaria, inedita e appassionante, ma di difficile soluzione. Nella disputa rimangono coinvolti il figlio e la figlia dei rispettivi contendenti che si amano segretamente da tempo e desiderano soltanto mettere pace tra le orgogliose famiglie. Ispirato ad un romanzo postumo di Jules Verne, La chasse au météore è una briosa rievocazione della fantascienza di inizio ‘900 ed insieme una gustosa satira sulla società capitalistica e sulle esasperazioni che in ogni tempo viziano l’animo degli individui. Il film, prodotto per la televisione francese, è inspiegabilmente sconosciuto ad importanti cataloghi internazionali.

Blue Demon Contra Cerebros Infernales

L’imbattibile Blue Demon aiuta la polizia a risolvere il caso della misteriosa scomparsa di alcuni insigni scienziati. Fingendosi egli stesso uno scienziato atomico, l’eroico wrestler mascherato riesce a scoprire che un chirurgo pazzo e criminale ha rapito gli uomini per asportarne il cervello ed impossessarsi dei segreti della loro scienza. Il dottore lavora per una potenza straniera e conduce i sinistri esperimenti all’interno di un laboratorio segreto in collaborazione con una assistente e con un obbediente schiavo “zombificato”. Dopo i buoni risultati al botteghino di Arañas Infernales, i produttori assegnano al regista Chano Urueta il compito di riproporre il personaggio di Blue Demon per accreditarlo come il maggiore rivale del popolarissimo Santo. Il film, realizzato in fretta e per motivi meramente commerciali, rispolvera il consueto repertorio fanta-orrorifico della cinematografia messicana aggiungendovi un tocco di avventura ispirato alla già imperante moda del fantaspionaggio alla James Bond. La trama è confusa e lo stesso protagonista stenta a caratterizzarsi bene oscillando tra la convenzionale figura del wrestler-poliziotto e quella di un vero e proprio superuomo. Intermezzi di lotta libera ed esibizioni canore di stelline da night club vengono imbastiti per venire incontro ai gusti del maggior numero degli spettatori. Il film è conosciuto anche con i titoli Blue Demon Versus El Crimen, Blue Demon Versus the Infernal Brains.

L’imbattibile Blue Demon aiuta la polizia a risolvere il caso della misteriosa scomparsa di alcuni insigni scienziati. Fingendosi egli stesso uno scienziato atomico, l’eroico wrestler mascherato riesce a scoprire che un chirurgo pazzo e criminale ha rapito gli uomini per asportarne il cervello ed impossessarsi dei segreti della loro scienza. Il dottore lavora per una potenza straniera e conduce i sinistri esperimenti all’interno di un laboratorio segreto in collaborazione con una assistente e con un obbediente schiavo “zombificato”. Dopo i buoni risultati al botteghino di Arañas Infernales, i produttori assegnano al regista Chano Urueta il compito di riproporre il personaggio di Blue Demon per accreditarlo come il maggiore rivale del popolarissimo Santo. Il film, realizzato in fretta e per motivi meramente commerciali, rispolvera il consueto repertorio fanta-orrorifico della cinematografia messicana aggiungendovi un tocco di avventura ispirato alla già imperante moda del fantaspionaggio alla James Bond. La trama è confusa e lo stesso protagonista stenta a caratterizzarsi bene oscillando tra la convenzionale figura del wrestler-poliziotto e quella di un vero e proprio superuomo. Intermezzi di lotta libera ed esibizioni canore di stelline da night club vengono imbastiti per venire incontro ai gusti del maggior numero degli spettatori. Il film è conosciuto anche con i titoli Blue Demon Versus El Crimen, Blue Demon Versus the Infernal Brains.

Namu – La mia amica orca

Hank Donner è un biologo interessato alla vita dei cetacei. Dopo che un pescatore ha ferito mortalmente un’orca il maschio resta nella baia dove la compagna si è spiaggiata. Donner vuole cogliere l’occasione unica di studiare un animale di cui la scienza sa ancora ben poco. La popolazione locale gli è però ostile sostenendo che l’orca è un mostro marino che divora gli esseri umani. Si diffonde anche il sospetto che un’orca sia all’origine della morte del marito della locale venditrice di attrezzi da pesca e padre della sua bambina. Ma saranno proprio loro ad aiutare Hank.
László Benedek, famoso per ben altri film come Morte di un commesso viaggiatore con Friedrich March e Il selvaggio che contribuì alla creazione del mito di Marlon Brando, dirige questo film per famiglie affrontando comunque una duplice sfida. Da un lato si trova a girare avendo come protagonista il primo maschio di orca addomesticato e dall’altro deve vedersela con un titolo ben diverso da quello che ha ora nella versione italiana.
Perché in inglese l’orca si chiama appunto ‘balena assassina’ e trovarsi una definizione così nel titolo non deve avere aiutato molto all’epoca nell’ottenere l’adesione dei genitori più prudenti. In realtà si tratta di un classico film in cui l’uomo e l’animale si comprendono al di là dei pregiudizi che li circondano. Ciò che lo rende particolare, al di là delle riprese con il cetaceo, è la presenza dei bambini. I quali non sono tutti solidali con Namu ma anzi lo temono, imbevuti come sono di credenze tramandate dagli adulti. Tutti tranne una: la piccola Lisa che ha avuto il padre disperso in mare e che invece possederebbe tutte le ragioni per pensare che proprio l’orca lo abbia divorato.
Ma, come recita la canzone che accompagna il film, “Live and let live, let Nature be your teacher/Respect the life of your fellow creature /Live and let live, whatever you do /And always remember the killer whale, Namu.” (Vivi e lascia vivere, che la Natura ti insegni/Rispetta la vita delle creature che ti sono compagne/Vivi e lascia vivere, qualsiasi cosa tu faccia/E ricordati sempre dell’orca Namu”.

Hank Donner è un biologo interessato alla vita dei cetacei. Dopo che un pescatore ha ferito mortalmente un’orca il maschio resta nella baia dove la compagna si è spiaggiata. Donner vuole cogliere l’occasione unica di studiare un animale di cui la scienza sa ancora ben poco. La popolazione locale gli è però ostile sostenendo che l’orca è un mostro marino che divora gli esseri umani. Si diffonde anche il sospetto che un’orca sia all’origine della morte del marito della locale venditrice di attrezzi da pesca e padre della sua bambina. Ma saranno proprio loro ad aiutare Hank.
László Benedek, famoso per ben altri film come Morte di un commesso viaggiatore con Friedrich March e Il selvaggio che contribuì alla creazione del mito di Marlon Brando, dirige questo film per famiglie affrontando comunque una duplice sfida. Da un lato si trova a girare avendo come protagonista il primo maschio di orca addomesticato e dall’altro deve vedersela con un titolo ben diverso da quello che ha ora nella versione italiana.
Perché in inglese l’orca si chiama appunto ‘balena assassina’ e trovarsi una definizione così nel titolo non deve avere aiutato molto all’epoca nell’ottenere l’adesione dei genitori più prudenti. In realtà si tratta di un classico film in cui l’uomo e l’animale si comprendono al di là dei pregiudizi che li circondano. Ciò che lo rende particolare, al di là delle riprese con il cetaceo, è la presenza dei bambini. I quali non sono tutti solidali con Namu ma anzi lo temono, imbevuti come sono di credenze tramandate dagli adulti. Tutti tranne una: la piccola Lisa che ha avuto il padre disperso in mare e che invece possederebbe tutte le ragioni per pensare che proprio l’orca lo abbia divorato.
Ma, come recita la canzone che accompagna il film, “Live and let live, let Nature be your teacher/Respect the life of your fellow creature /Live and let live, whatever you do /And always remember the killer whale, Namu.” (Vivi e lascia vivere, che la Natura ti insegni/Rispetta la vita delle creature che ti sono compagne/Vivi e lascia vivere, qualsiasi cosa tu faccia/E ricordati sempre dell’orca Namu”.

Shiroi Kyoto

Tratto da un testo della scrittrice Toyoko Yamasaki è ambientato nella ristretta cerchia del Dipartimento di Medicina di una prestigiosa università giapponese, dove si sta valutando a chi affidare l’incarico di capo-chirurgo una volta che il prof. Azuma andrà in pensione. Il candidato più papabile sembra il suo assistente Zaizen, ottimo allievo che ha instaurato con Azuma un rapporto di subordinazione dal sapore “feudale”, in prospettiva di un agognato avanzamento di carriera. Ma il prof. Azuma si oppone all’ascesa dell’ambizioso chirurgo e all’interno dell’ospedale si formano due distinte fazioni a sostegno dei due diversi aspiranti. Yamamoto evidenzia come la lotta per il potere penetra anche nelle torri d’avorio dietro le quali si trincera la rinomata élite dei medici professionisti, rivelandone tutta la debolezza e vulnerabilità come esseri umani.

Tratto da un testo della scrittrice Toyoko Yamasaki è ambientato nella ristretta cerchia del Dipartimento di Medicina di una prestigiosa università giapponese, dove si sta valutando a chi affidare l’incarico di capo-chirurgo una volta che il prof. Azuma andrà in pensione. Il candidato più papabile sembra il suo assistente Zaizen, ottimo allievo che ha instaurato con Azuma un rapporto di subordinazione dal sapore “feudale”, in prospettiva di un agognato avanzamento di carriera. Ma il prof. Azuma si oppone all’ascesa dell’ambizioso chirurgo e all’interno dell’ospedale si formano due distinte fazioni a sostegno dei due diversi aspiranti. Yamamoto evidenzia come la lotta per il potere penetra anche nelle torri d’avorio dietro le quali si trincera la rinomata élite dei medici professionisti, rivelandone tutta la debolezza e vulnerabilità come esseri umani.