Facciamo il tifo insieme

Una ragazza intraprendente allena con successo la propria squadra di baseball. Il suo asso cade nella rete di un affarista avversario che lo ingaggia per uno spettacolo, lo fa stroncare e gli impedisce di rendere sul campo come dovrebbe. Espulso dalla squadra – che continua a perdere – e costretto ad un riposo forzato, il campione gioca nell’ultima partita e porta i compagni ad una trionfale vittoria.

Una ragazza intraprendente allena con successo la propria squadra di baseball. Il suo asso cade nella rete di un affarista avversario che lo ingaggia per uno spettacolo, lo fa stroncare e gli impedisce di rendere sul campo come dovrebbe. Espulso dalla squadra – che continua a perdere – e costretto ad un riposo forzato, il campione gioca nell’ultima partita e porta i compagni ad una trionfale vittoria.

Il re dell’Africa

Una spedizione viaggia nel Continente Nero per catturare belve feroci per conto di un eccentrico impresario americano che sta preparando il lancio di un night club un po’ fuori dalla norma. Gli uomini incontrano in una fattoria la giovane Jane ed un grande gorilla addomesticato di nome Joe che sono assieme fin da piccoli. Il capo della spedizione fiuta l’affare e scrittura ragazza e gorilla per farne l’attrazione dello spettacolo più sensazionale di tutti i tempi. Le cose all’inizio vanno assai bene: le esibizioni dello scimmione – culminanti nel numero in cui solleva su una piattoforma Jane che suona al pianoforte Beautiful Dreamer – fanno affluire una gran folla di spettatori entusiasti, ma una sera alcuni clienti, completamente ubriachi, incattiviscono Joe al punto da farlo esplodere in una furia devastatrice. Mentre la polizia ha l’ordine di abbattere l’animale, l’innamorato della ragazza organizza la fuga per riportare in Africa il gorilla. E durante la fuga, Joe sa riabilitarsi salvando eroicamente un gruppo di bambini prigionieri in un orfanotrofio in fiamme. Una spedizione viaggia nel Continente Nero per catturare belve feroci per conto di un eccentrico impresario americano che sta preparando il lancio di un night club un po’ fuori dalla norma. Gli uomini incontrano in una fattoria la giovane Jane ed un grande gorilla addomesticato di nome Joe che sono assieme fin da piccoli. Il capo della spedizione fiuta l’affare e scrittura ragazza e gorilla per farne l’attrazione dello spettacolo più sensazionale di tutti i tempi. Le cose all’inizio vanno assai bene: le esibizioni dello scimmione – culminanti nel numero in cui solleva su una piattoforma Jane che suona al pianoforte Beautiful Dreamer – fanno affluire una gran folla di spettatori entusiasti, ma una sera alcuni clienti, completamente ubriachi, incattiviscono Joe al punto da farlo esplodere in una furia devastatrice. Mentre la polizia ha l’ordine di abbattere l’animale, l’innamorato della ragazza organizza la fuga per riportare in Africa il gorilla. E durante la fuga, Joe sa riabilitarsi salvando eroicamente un gruppo di bambini prigionieri in un orfanotrofio in fiamme.Tra commedia ed avventura per ragazzi, Il Re dell’Africa è una variazione spettacolare ma “minore” sul tema della bella e la bestia. Il film segnò la prima esperienza di Harryhausen agli effetti speciali, qui a fianco del maestro O’Brien. Le sequenze finali furono girate con speciali filtri colorati. Nel film fanno una breve apparizione anche il grande puglile italiano Primo Carnera e il lottatore Tor Johnson. Il Re dell’Africa fu prodotto oltre cha da Merian C. Cooper dal grande regista John Ford (ed uno degli interpreti, Ben Johnson, appartiene alla scuderia fordiana). Merian C. Cooper, Schoedsack, Willis O’Brien e Robert Armstrong avevano già lavorato insieme in King Kong.

Una spedizione viaggia nel Continente Nero per catturare belve feroci per conto di un eccentrico impresario americano che sta preparando il lancio di un night club un po’ fuori dalla norma. Gli uomini incontrano in una fattoria la giovane Jane ed un grande gorilla addomesticato di nome Joe che sono assieme fin da piccoli. Il capo della spedizione fiuta l’affare e scrittura ragazza e gorilla per farne l’attrazione dello spettacolo più sensazionale di tutti i tempi. Le cose all’inizio vanno assai bene: le esibizioni dello scimmione – culminanti nel numero in cui solleva su una piattoforma Jane che suona al pianoforte Beautiful Dreamer – fanno affluire una gran folla di spettatori entusiasti, ma una sera alcuni clienti, completamente ubriachi, incattiviscono Joe al punto da farlo esplodere in una furia devastatrice. Mentre la polizia ha l’ordine di abbattere l’animale, l’innamorato della ragazza organizza la fuga per riportare in Africa il gorilla. E durante la fuga, Joe sa riabilitarsi salvando eroicamente un gruppo di bambini prigionieri in un orfanotrofio in fiamme. Una spedizione viaggia nel Continente Nero per catturare belve feroci per conto di un eccentrico impresario americano che sta preparando il lancio di un night club un po’ fuori dalla norma. Gli uomini incontrano in una fattoria la giovane Jane ed un grande gorilla addomesticato di nome Joe che sono assieme fin da piccoli. Il capo della spedizione fiuta l’affare e scrittura ragazza e gorilla per farne l’attrazione dello spettacolo più sensazionale di tutti i tempi. Le cose all’inizio vanno assai bene: le esibizioni dello scimmione – culminanti nel numero in cui solleva su una piattoforma Jane che suona al pianoforte Beautiful Dreamer – fanno affluire una gran folla di spettatori entusiasti, ma una sera alcuni clienti, completamente ubriachi, incattiviscono Joe al punto da farlo esplodere in una furia devastatrice. Mentre la polizia ha l’ordine di abbattere l’animale, l’innamorato della ragazza organizza la fuga per riportare in Africa il gorilla. E durante la fuga, Joe sa riabilitarsi salvando eroicamente un gruppo di bambini prigionieri in un orfanotrofio in fiamme.Tra commedia ed avventura per ragazzi, Il Re dell’Africa è una variazione spettacolare ma “minore” sul tema della bella e la bestia. Il film segnò la prima esperienza di Harryhausen agli effetti speciali, qui a fianco del maestro O’Brien. Le sequenze finali furono girate con speciali filtri colorati. Nel film fanno una breve apparizione anche il grande puglile italiano Primo Carnera e il lottatore Tor Johnson. Il Re dell’Africa fu prodotto oltre cha da Merian C. Cooper dal grande regista John Ford (ed uno degli interpreti, Ben Johnson, appartiene alla scuderia fordiana). Merian C. Cooper, Schoedsack, Willis O’Brien e Robert Armstrong avevano già lavorato insieme in King Kong.

Amaro destino

Un commerciante di origine italiana ha fatto fortuna con tanto lavoro e pochi scrupoli. Governa la famiglia e l’azienda come un patriarca tiranno. I figli lo odiano, tranne uno. Sarà quest’ultimo ad assumersi tutte le colpe quando il padre verrà denunciato e processato. Mentre lui è in prigione i fratelli esautorano il genitore e lo fanno morire di crepacuore. Rifatto in chiave western col titolo La lancia che uccide.

Un commerciante di origine italiana ha fatto fortuna con tanto lavoro e pochi scrupoli. Governa la famiglia e l’azienda come un patriarca tiranno. I figli lo odiano, tranne uno. Sarà quest’ultimo ad assumersi tutte le colpe quando il padre verrà denunciato e processato. Mentre lui è in prigione i fratelli esautorano il genitore e lo fanno morire di crepacuore. Rifatto in chiave western col titolo La lancia che uccide.

Benvenuto, reverendo!

Giuseppe, appena uscito di prigione, va in cerca del parroco di un paesino per chiedergli lavoro e consegnargli una lettera di raccomandazione. Ma il reverendo è gravemente ammalato e Giuseppe non può quindi incontrarlo. Spinto dalla fame, l’uomo ruba dalla cassetta delle elemosine ma viene scoperto e rincorso. Per sfuggire agli inseguitori, Giuseppe indossa una tonaca e si allontana così dal paese. Strada facendo viene scambiato per il parroco e invitato a recarsi al castello di un ricco signore per cercare di calmare i contadini in sciopero. Riuscirà a sedare gli animi e a restituire i soldi rubati.

Giuseppe, appena uscito di prigione, va in cerca del parroco di un paesino per chiedergli lavoro e consegnargli una lettera di raccomandazione. Ma il reverendo è gravemente ammalato e Giuseppe non può quindi incontrarlo. Spinto dalla fame, l’uomo ruba dalla cassetta delle elemosine ma viene scoperto e rincorso. Per sfuggire agli inseguitori, Giuseppe indossa una tonaca e si allontana così dal paese. Strada facendo viene scambiato per il parroco e invitato a recarsi al castello di un ricco signore per cercare di calmare i contadini in sciopero. Riuscirà a sedare gli animi e a restituire i soldi rubati.

Il trovatore

È la storia del conte di Luna che fa uccidere il proprio fratello Manrico ignorando il legame di sangue che lo unisce alla vittima. Dopo l’esecuzione, viene a sapere la verità e la bella Eleonora, causa dell’odio tra i due fratelli ignari, si uccide.

È la storia del conte di Luna che fa uccidere il proprio fratello Manrico ignorando il legame di sangue che lo unisce alla vittima. Dopo l’esecuzione, viene a sapere la verità e la bella Eleonora, causa dell’odio tra i due fratelli ignari, si uccide.

Campane a martello

Agostina, ex prostituta, torna al paese e cerca il vecchio parroco a cui mandava i propri risparmi. Ma costui è morto e Don Andrea, venuto a sostituirlo, ha usato i soldi per costruire un orfanotrofio.

Agostina, ex prostituta, torna al paese e cerca il vecchio parroco a cui mandava i propri risparmi. Ma costui è morto e Don Andrea, venuto a sostituirlo, ha usato i soldi per costruire un orfanotrofio.

L’imboscata [2]

In un avamposto nella zona degli Apaches vivono uno “scout” di poche parole, un maggiore tutto d’un pezzo e una bellissima donna in cerca della sorella rapita dagli indiani. Diablito, il crudele capo degli apaches ha lasciato la riserva e minaccia la zona. L’esploratore propone una sua strategia ma il maggiore non l’accetta: i due sono divisi anche dalla rivalità in amore. I soldati inseguono Diablito nella zona che l’indiano conosce benissimo. Un primo squadrone cade in un’imboscata, e anche il grosso della guarnigione. Muore il maggiore, si salva lo scout, che libera la prigioniera e la riporta alla sorella. Un grande western mai citato fra i titoli storici del genere. Talmente incisivo da non aver bisogno del colore e nemmeno della colonna sonora, realizzato con uno stile non hollywoodiano con grande attenzione alla realtà. L’imboscata precorreva le regie dei western dell’era più avanzata, senza concedere nulla all’effetto e al mito. Straordinario Robert Taylor, grande attore mai apprezzato secondo i suoi meriti. Intorno agli anni Cinquanta l’attore si cimentò in western rigorosi e realistici come Il passo del diavolo e Donne verso l’ignoto, produzioni che la MGM realizzava in contrasto col western calligrafici e colorati, come Cavalca Vaquero, con lo stesso Taylor. Arrivato ai quaranta Robert Taylor non era più il bellone del Ponte di Waterloo, ma un attore con una maschera straordinaria, adatta per i kolossal come per i drammatici e i western.

In un avamposto nella zona degli Apaches vivono uno “scout” di poche parole, un maggiore tutto d’un pezzo e una bellissima donna in cerca della sorella rapita dagli indiani. Diablito, il crudele capo degli apaches ha lasciato la riserva e minaccia la zona. L’esploratore propone una sua strategia ma il maggiore non l’accetta: i due sono divisi anche dalla rivalità in amore. I soldati inseguono Diablito nella zona che l’indiano conosce benissimo. Un primo squadrone cade in un’imboscata, e anche il grosso della guarnigione. Muore il maggiore, si salva lo scout, che libera la prigioniera e la riporta alla sorella. Un grande western mai citato fra i titoli storici del genere. Talmente incisivo da non aver bisogno del colore e nemmeno della colonna sonora, realizzato con uno stile non hollywoodiano con grande attenzione alla realtà. L’imboscata precorreva le regie dei western dell’era più avanzata, senza concedere nulla all’effetto e al mito. Straordinario Robert Taylor, grande attore mai apprezzato secondo i suoi meriti. Intorno agli anni Cinquanta l’attore si cimentò in western rigorosi e realistici come Il passo del diavolo e Donne verso l’ignoto, produzioni che la MGM realizzava in contrasto col western calligrafici e colorati, come Cavalca Vaquero, con lo stesso Taylor. Arrivato ai quaranta Robert Taylor non era più il bellone del Ponte di Waterloo, ma un attore con una maschera straordinaria, adatta per i kolossal come per i drammatici e i western.

Gli amanti della città sepolta

Un bandito, Wes McQueen, evaso dal carcere si ricongiunge alla vecchia banda. C’è da assaltare un treno carico di dollari. Ma Wes fiuta l’inganno degli amici di un tempo e prepara le sue contromosse con l’aiuto dell’intrepida Colorado. Il piano ha successo. Wes fugge con Colorado, ma lo sceriffo li raggiunge e li uccide. Remake di Una pallottola per Roy.

Un bandito, Wes McQueen, evaso dal carcere si ricongiunge alla vecchia banda. C’è da assaltare un treno carico di dollari. Ma Wes fiuta l’inganno degli amici di un tempo e prepara le sue contromosse con l’aiuto dell’intrepida Colorado. Il piano ha successo. Wes fugge con Colorado, ma lo sceriffo li raggiunge e li uccide. Remake di Una pallottola per Roy.