The Whole Family Works

In un Giappone coinvolto nel conflitto con la Cina, il disoccupato Ishimura fa ricadere il peso di mantenere la famiglia sulle spalle dei suoi nove figli. Nessuno osa contestarlo, almeno fino a quando Kiichi, il figlio maggiore, non inizia a subire l’influenza del signor Washio, il suo insegnante. Naruse continua a pescare dalla letteratura, in questo caso da un testo di Sunao Tokunga; pur rimanendo legato ad alcuni dei suoi temi ricorrenti (la coincidenza tra crisi economica e sociale, lo scontro generazionale), il regista mette in mostra uno sguardo psicologico che adombra le sue pellicole successive.

In un Giappone coinvolto nel conflitto con la Cina, il disoccupato Ishimura fa ricadere il peso di mantenere la famiglia sulle spalle dei suoi nove figli. Nessuno osa contestarlo, almeno fino a quando Kiichi, il figlio maggiore, non inizia a subire l’influenza del signor Washio, il suo insegnante. Naruse continua a pescare dalla letteratura, in questo caso da un testo di Sunao Tokunga; pur rimanendo legato ad alcuni dei suoi temi ricorrenti (la coincidenza tra crisi economica e sociale, lo scontro generazionale), il regista mette in mostra uno sguardo psicologico che adombra le sue pellicole successive.

They Find a Home

Il problema dei profughi ebrei tedeschi dalla nascita del nazismo fino alle successive fasi del loro assorbimento in una nuova terra natale. -HT

Il problema dei profughi ebrei tedeschi dalla nascita del nazismo fino alle successive fasi del loro assorbimento in una nuova terra natale. -HT

Volontà

Il figlio d’un povero parrucchiere, dopo aver ottenuto una laurea, cerca invano di guadagnarsi la vita e s’adatta a diventare impiegato. Viene ingiustamente licenziato, ma finisce col conquistare la giovinetta (Fatma Rouchdyn) che amava, trionfando su un ricco macellaio, suo rivale. Il miglior film egiziano degli anni 1930-1945, che dipinge con una certa arte la vita dei quartieri popolari del Cairo. Certamente influenzato dal “realismo poetico”, perché Kamal Selim conosceva e ammirava i film di Clair, Carné, Renoir, Duvivier. Da Dizionario dei film, Firenze, Sansoni, 1968

Il figlio d’un povero parrucchiere, dopo aver ottenuto una laurea, cerca invano di guadagnarsi la vita e s’adatta a diventare impiegato. Viene ingiustamente licenziato, ma finisce col conquistare la giovinetta (Fatma Rouchdyn) che amava, trionfando su un ricco macellaio, suo rivale. Il miglior film egiziano degli anni 1930-1945, che dipinge con una certa arte la vita dei quartieri popolari del Cairo. Certamente influenzato dal “realismo poetico”, perché Kamal Selim conosceva e ammirava i film di Clair, Carné, Renoir, Duvivier. Da Dizionario dei film, Firenze, Sansoni, 1968

Herencia macabra

Il dottor Duarte è convinto che la deformità fisica influisca sull’indole della persona spingendola inesorabilmente verso il male e, desideroso di contribuire alla felicità del genere umano, impiega tutto il suo talento di chirurgo plastico per guarire gli infelici che incontra. Il buon dottore non si accorge, tuttavia, che la gioia così generosamente elargita ai poveri miserabili è progressivamente sottratta alla moglie che, sola e trascurata, cerca ben presto affetto tra le braccia di un bel giovanotto. Quando scopre la tresca, Duarte, folle di gelosia, dimentica ogni filantropismo e, rivolto il bisturi contro la consorte, la trasforma in un mostro ben sapendo che la sopraggiunta deformità si ritorcerà contro l’amante. Stando alle testimonianze disponibili, si tratta di un film di discreta fattura (scritto, addirittura, con la consulenza scientifica del dottor Enrique Sánchez Posadas) che sviluppa una storia di fantamedicina con una buona dose di umorismo nero. Come il precedente El baúl macabro, anche questo film è quasi del tutto ignorato dalle più autorevoli filmografie di fantascienza e di fanta-horror, ma come l’altro testimonia l’incoraggiante esordio della cinematografia messicana in un genere che rielabora con gusto latino gli spunti del cinema americano.Negli Stati Uniti ha per titolo A Macabre Legacy.

Il dottor Duarte è convinto che la deformità fisica influisca sull’indole della persona spingendola inesorabilmente verso il male e, desideroso di contribuire alla felicità del genere umano, impiega tutto il suo talento di chirurgo plastico per guarire gli infelici che incontra. Il buon dottore non si accorge, tuttavia, che la gioia così generosamente elargita ai poveri miserabili è progressivamente sottratta alla moglie che, sola e trascurata, cerca ben presto affetto tra le braccia di un bel giovanotto. Quando scopre la tresca, Duarte, folle di gelosia, dimentica ogni filantropismo e, rivolto il bisturi contro la consorte, la trasforma in un mostro ben sapendo che la sopraggiunta deformità si ritorcerà contro l’amante. Stando alle testimonianze disponibili, si tratta di un film di discreta fattura (scritto, addirittura, con la consulenza scientifica del dottor Enrique Sánchez Posadas) che sviluppa una storia di fantamedicina con una buona dose di umorismo nero. Come il precedente El baúl macabro, anche questo film è quasi del tutto ignorato dalle più autorevoli filmografie di fantascienza e di fanta-horror, ma come l’altro testimonia l’incoraggiante esordio della cinematografia messicana in un genere che rielabora con gusto latino gli spunti del cinema americano.Negli Stati Uniti ha per titolo A Macabre Legacy.

Shchors

I combattimenti in Ucraina, contro i tedeschi a Petljura, nel 1918-19, dei partigiani comandati da Shchors (E. Samojlov). Le sequenze migliori sono: l’incontro con i tedeschi, dopo la caduta del Kaiser; una festa di nozze turbata dalla guerra civile; l’entrata dei partigiani a Kiev; il comizio in un teatro con l’intervento d’un vecchio contadino ucraino (I. Skuratov); l’ingresso d’un soldato della cavalleria rossa in un palazzo con scaloni e grandi sale; il dialogo del vecchio e di S?ors; la sepoltura del vecchio portato da otto soldati a testa china. Quasi sconosciuto in Francia e Italia, il film è un classico molto ammirato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. La struttura drammatica mostra qua e là qualche debolezza, ma alcune sequenze sono mirabili nel loro tono epico spesso velato d’umorismo. Stalin aveva chiesto personalmente a Dovženko di fare un film sul “Ciapaev ucraino”. Il protagonista è interpretato in modo un po’ rigido da Samojlov che ha sempre ragione secondo i principi del culto della personalità. “Mi son sentito assai più a mio agio col vecchio contadino”, ha dichiarato Dovženko, che ha scelto come vero protagonista questo veterano truculento, indisciplinato, gran bevitore, interpretato da Ivan Skuratov, piuttosto che il capo, sempre perfettamente in ordine che, nell’ultima sequenza, guarda sfilare un esercito che tiene fieramente gli occhi fissi su di lui. Da Dizionario dei film, Firenze, Sansoni, 1968

I combattimenti in Ucraina, contro i tedeschi a Petljura, nel 1918-19, dei partigiani comandati da Shchors (E. Samojlov). Le sequenze migliori sono: l’incontro con i tedeschi, dopo la caduta del Kaiser; una festa di nozze turbata dalla guerra civile; l’entrata dei partigiani a Kiev; il comizio in un teatro con l’intervento d’un vecchio contadino ucraino (I. Skuratov); l’ingresso d’un soldato della cavalleria rossa in un palazzo con scaloni e grandi sale; il dialogo del vecchio e di S?ors; la sepoltura del vecchio portato da otto soldati a testa china. Quasi sconosciuto in Francia e Italia, il film è un classico molto ammirato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. La struttura drammatica mostra qua e là qualche debolezza, ma alcune sequenze sono mirabili nel loro tono epico spesso velato d’umorismo. Stalin aveva chiesto personalmente a Dovženko di fare un film sul “Ciapaev ucraino”. Il protagonista è interpretato in modo un po’ rigido da Samojlov che ha sempre ragione secondo i principi del culto della personalità. “Mi son sentito assai più a mio agio col vecchio contadino”, ha dichiarato Dovženko, che ha scelto come vero protagonista questo veterano truculento, indisciplinato, gran bevitore, interpretato da Ivan Skuratov, piuttosto che il capo, sempre perfettamente in ordine che, nell’ultima sequenza, guarda sfilare un esercito che tiene fieramente gli occhi fissi su di lui. Da Dizionario dei film, Firenze, Sansoni, 1968

S.O.S. Tidal Wave

Il giornalista Jeff Shannon (Ralph Byrd) conduce una coraggiosa inchiesta sulla corruzione negli ambienti politici di New York e raccoglie prove sulle malversazioni compiute da un candidato in corsa per la carica di primo cittadino. Poiché le minacce contro il reporter e contro la sua famiglia non sortiscono effetto, il malvivente tenta di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica diffondendo, attraverso gli schermi televisivi, le false immagini di una gravissima calamità naturale che si starebbe abbattendo sulla metropoli. Il giorno della consultazione elettorale, l’America intera, in preda al panico, assiste in diretta alla distruzione della metropoli flagellata dalla duplice furia di un maremoto e di un sisma di inaudita violenza. Sulla scia di Murder by Television, Trapped by Television e Television Spy, anche il film di John H. Auer fantastica sulle infinite possibilità del nuovissimo (per quegli anni) mezzo di comunicazione televisivo, ma più di quelle pellicole, con sorprendente modernità, aggancia il discorso ai pericoli dell’informazione manipolata da parte di un gruppo di potere corrotto che la controlla. A parte questo spunto interessante, il film è il tipico prodotto medio della Republic che, tematicamente, si muove tra il poliziesco e la fantapolitica senza grandi impennate. Gli effetti spettacolari che raccontano la devastazione di New York sono tratti di peso dal film Deluge del 1933.

Il giornalista Jeff Shannon (Ralph Byrd) conduce una coraggiosa inchiesta sulla corruzione negli ambienti politici di New York e raccoglie prove sulle malversazioni compiute da un candidato in corsa per la carica di primo cittadino. Poiché le minacce contro il reporter e contro la sua famiglia non sortiscono effetto, il malvivente tenta di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica diffondendo, attraverso gli schermi televisivi, le false immagini di una gravissima calamità naturale che si starebbe abbattendo sulla metropoli. Il giorno della consultazione elettorale, l’America intera, in preda al panico, assiste in diretta alla distruzione della metropoli flagellata dalla duplice furia di un maremoto e di un sisma di inaudita violenza. Sulla scia di Murder by Television, Trapped by Television e Television Spy, anche il film di John H. Auer fantastica sulle infinite possibilità del nuovissimo (per quegli anni) mezzo di comunicazione televisivo, ma più di quelle pellicole, con sorprendente modernità, aggancia il discorso ai pericoli dell’informazione manipolata da parte di un gruppo di potere corrotto che la controlla. A parte questo spunto interessante, il film è il tipico prodotto medio della Republic che, tematicamente, si muove tra il poliziesco e la fantapolitica senza grandi impennate. Gli effetti spettacolari che raccontano la devastazione di New York sono tratti di peso dal film Deluge del 1933.

Gli ussari di Bergery

Una donna divorzia dal marito, un ufficiale degli ussari, sposa un barone che la lascia presto vedova. L’uomo conosce la figliola che non aveva mai visto (e che considerava il barone suo padre). Tutti commossi.

Una donna divorzia dal marito, un ufficiale degli ussari, sposa un barone che la lascia presto vedova. L’uomo conosce la figliola che non aveva mai visto (e che considerava il barone suo padre). Tutti commossi.