Kill Gil (Vol. I)

Il documentario autobiografico ripercorre il calvario della malattia che ha colpito improvvisamente il regista e produttore Gil Rossellini (figlio indiano del celebre regista Roberto) alla fine del 2004, e che lo ha costretto su una sedia a rotelle forse per il resto della sua vita. Il 19 novembre 2004, reduce dai successi veneziani del kolossal malese Puteri gunung Ledang (La principessa del Monte Ledang) da lui co-prodotto, Rossellini si trovava nella capitale svedese per presenziare lo stesso film allo Stockholm International Film Festival quando, improvvisamente, sveniva. Il filmaker è rimasto per tre settimane in coma e ha subíto circa una ventina di operazioni. Risvegliatosi, è stato trasferito in una clinica specialistica in Svizzera. Il 23 luglio di quest’anno Rossellini ha potuto fare ritorno a Roma. Lucidamente deciso a testimoniare l’accaduto, Rossellini ha voluto realizzare il video-diario di un “ritorno” alla vita. Animato da una grande forza di volontà e da una notevole dose di autoironia e sostenuto dal contributo di molti amici e della sorella Isabella (qui in veste di interprete e di operatore di molte riprese), il regista non ha mai abbandonato la videocamera.

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Il documentario autobiografico ripercorre il calvario della malattia che ha colpito improvvisamente il regista e produttore Gil Rossellini (figlio indiano del celebre regista Roberto) alla fine del 2004, e che lo ha costretto su una sedia a rotelle forse per il resto della sua vita. Il 19 novembre 2004, reduce dai successi veneziani del kolossal malese Puteri gunung Ledang (La principessa del Monte Ledang) da lui co-prodotto, Rossellini si trovava nella capitale svedese per presenziare lo stesso film allo Stockholm International Film Festival quando, improvvisamente, sveniva. Il filmaker è rimasto per tre settimane in coma e ha subíto circa una ventina di operazioni. Risvegliatosi, è stato trasferito in una clinica specialistica in Svizzera. Il 23 luglio di quest’anno Rossellini ha potuto fare ritorno a Roma. Lucidamente deciso a testimoniare l’accaduto, Rossellini ha voluto realizzare il video-diario di un “ritorno” alla vita. Animato da una grande forza di volontà e da una notevole dose di autoironia e sostenuto dal contributo di molti amici e della sorella Isabella (qui in veste di interprete e di operatore di molte riprese), il regista non ha mai abbandonato la videocamera.

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