Vinilici

Uno spettro consistente di artisti, critici, collezionisti, tecnici e appassionati di musica risponde a sollecitazioni sul tema della rinascita ? o meglio persistenza ? del vinile nel consumo musicale. Dallo studio di registrazione alle collezioni private, da un laboratorio di stampa alla fiera del disco usato (il film nasce da un?idea di Nicola Iupparello, creatore appunto di ?Discodays?, raduno napoletano di patiti di ?cere?, che rientra nelle location), ogni luogo testimonia della superiorità, soprattutto emozionale, dell?analogico sul digitale.
Quella volontà di ?perdere tempo?, rivalutandone così il valore, e la ricerca spasmodica in sé, anche prolungata, da preferirsi all?istantaneità con cui oggi tramite le tante piattaforme disponibili si possono scaricare infinite playlist. Documentario home made e sentimentale che vuole onorare la tradizione industriale discografica partenopea, seguendo un filo rosso piuttosto forzato che tiene insieme la prima fabbrica cittadina (Società Fonografica Italiana, poi Phonotype Records), al percorso del gruppo Osanna, dal prog anni ?70 a oggi, fino al progetto Blindur di Massimo De Vita, le cui performance incorniciano il discorso. Più tante interviste posate o meno, molte divagazioni ? diritto d?autore, i trucchi per riconoscere le prime stampe, repertori tv nostalgici ? a ribadire esaltazione di una mania per una materia ?calda?, umana, che paradossalmente viene molto più motivata sul piano visivo che su quello audio (e ancora meno su quello statistico). Autocelebrazione di una ?super nicchia?, di una comunità di romantici (il cui emblema è nella sentenza dell?interprete Bruno Venturini: ?un?incisione è un testamento che si lascia ai posteri?). Un?occasione per ritrovarsi tra amici e ritrovare una sana lentezza nella fruizione della musica. 

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Quella volontà di ?perdere tempo?, rivalutandone così il valore, e la ricerca spasmodica in sé, anche prolungata, da preferirsi all?istantaneità con cui oggi tramite le tante piattaforme disponibili si possono scaricare infinite playlist. Documentario home made e sentimentale che vuole onorare la tradizione industriale discografica partenopea, seguendo un filo rosso piuttosto forzato che tiene insieme la prima fabbrica cittadina (Società Fonografica Italiana, poi Phonotype Records), al percorso del gruppo Osanna, dal prog anni ?70 a oggi, fino al progetto Blindur di Massimo De Vita, le cui performance incorniciano il discorso. Più tante interviste posate o meno, molte divagazioni ? diritto d?autore, i trucchi per riconoscere le prime stampe, repertori tv nostalgici ? a ribadire esaltazione di una mania per una materia ?calda?, umana, che paradossalmente viene molto più motivata sul piano visivo che su quello audio (e ancora meno su quello statistico). Autocelebrazione di una ?super nicchia?, di una comunità di romantici (il cui emblema è nella sentenza dell?interprete Bruno Venturini: ?un?incisione è un testamento che si lascia ai posteri?). Un?occasione per ritrovarsi tra amici e ritrovare una sana lentezza nella fruizione della musica. 

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