Upgrade in streaming altadefinizione

Film del 2018

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Upgrade
  Valutazione film 3,50
Grey Trace è un meccanico vecchio stile, rimasto disoccupato quando le auto tradizionali hanno iniziato a diventare obsolete in favore di vetture dotate di intelligenza artificiale alla guida. Sua moglie invece è una donna in carriera dalle rosee prospettive. Grey la convince ad accompagnarlo quando va a riconsegnare un'auto che ha rimesso a nuovo al ricchissimo Eron Kreen, ma sulla strada del ritorno l'IA della vettura della moglie impazzisce e li conduce nei bassifondi, dove vengono aggrediti. La moglie finisce uccisa e Grey paralizzato, ma Eron prende a cuore la sua situazione e si offre di ridargli la mobilità impiantandogli un chip sperimentale, STEM, che è in grado di controllare per lui il suo corpo. Grey accetta e usa la ritrovata mobilità e le capacità del chip per avere vendetta sugli assassini di sua moglie.
Robocop, ma aggiornati all'era del digitale e delle IA, con un chip fisicamente invisibile eppure psicologicamente molto più invasivo di quanto non fosse la programmazione di RoboCop. È questa l'idea dello sceneggiatore e regista Leigh Whannell, che oltre a rimodernare sa anche assestare alcuni colpi di scena.
Prodotto dalla Blumhouse, il film ha un budget piuttosto risicato come da tradizione di Jason Blum, che tende a investire maggiormente sugli eventuali sequel mentre lascia che i registi dei primi capitoli se la cavino soprattutto con l'ingegno. In questo caso Leigh Whannell e il suo team hanno fatto un lavoro davvero notevole, non tanto per le immagini della città sci-fi, che comunque vediamo solo da lontano, quanto piuttosto per la parte action con inseguimenti in mezzo all'autostrada e numerose scene di lotta piuttosto spettacolari. Inoltre anche le location, per quanto limitate, sono tutt'altro che generiche: la casa sotterranea di Eron è molto elegante, quella dei Trace è arricchita da una domotica avanguardistica, il bar dei bassi fondi è arredato con una gran quantità di ossa e poi ci sono le auto dalla guida automatica, rivestite di placche dorate, certo realizzate in CGI ma in modo credibile. L'intreccio invece sa inizialmente di deja vu, ma non va liquidato come il solito revenge movie perché la presenza dell'intelligenza artificiale e delle riflessioni sul transumanesimo (l'idea di fare evolvere l'umanità attraverso la tecnologia) gli danno qualcosa in più, inoltre Whannell, che è prima sceneggiatore che regista, ha piazzato almeno un paio di svolte impreviste nel racconto. Considerato che finora aveva girato un solo film, il non proprio memorabile terzo capitolo di Insidious, l'autore stupisce anche nella messa in scena, con combattimenti dai movimenti inattesi, soprattutto da parte della macchina da presa.
In più di un'occasione infatti il punto di vista si fissa sul protagonista al punto da inclinarsi o ruotare insieme a lui, con un effetto vertiginoso e piuttosto spettacolare (qualcosa di simile si era già visto per esempio in Looper di Rian Johnson, in una scena di caduta da una scala, ma qui questa tecnica è usata in modo molto più costante). L'australiano Whannell arriva dalla sceneggiatura di diversi horror, spesso insieme all'amico James Wan a partire dai primi capitoli di Saw. Dimostra qui di non aver abbandonato le proprie radici: le sue scene d'azione hanno molto spesso un esito violento e splatter, che di nuovo segna un parallelo con il RoboCop di Paul Verhoeven. Questo non è il tipo di film dove ci si aspetta un granché dalla direzione degli attori, infatti a parte il protagonista Logan Marshall-Green, che continua a sembrare una versione più esile e meno istrionica di Tom Hardy, gli altri volti sono piuttosto dimenticabili. In un B-Movie del genere non è però nemmeno un vero limite e in compenso tutto quello che deve funzionare in Upgrade fa davvero un buon lavoro.  


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