The Fits

Toni ha tredici anni, vive nel West End di Cincinnati e si allena costantemente nello sport della boxe. Nella palestra accanto provano le ‘Leonesse’, un team di danza al femminile composto da ragazze molto determinate. Toni cerca di farsi accettare dal gruppo ma, una volta inserita, cominciano a verificarsi nelle sue compagne strani attacchi che stanno tra il delirio e gli stati di catarsi incontrollabili.
Anna Rose Holmer, dopo una lunga esperienza come operatore e un documentario su una piccola comunità rurale dell’area newyorchese, affronta il suo primo film di fiction mostrando un’indubbia qualità di selezione degli attori. A partire da Royalty Hightower che porta sulle spalle gran parte del peso del film grazie a una camera che le sta spesso addosso e che lei sa come riempire con le espressioni della conflittualità che è propria di un’adolescente che vive in un’area suburbana.
Toni si allena a uno sport ‘da maschi’ come il pugilato ma al contempo sente crescere nell’intimo quella femminilità fiera di sé che le Leonesse concretizzano nella passione per la danza. Queste pulsioni contrastanti emergono dai suoi sguardi, dal rapporto con il fratello, dalla ricerca di un’identità che cerca confusamente una propria via nella vita.
La ‘misteriosa’ epidemia che colpisce le danzatrici così come il finale finiscono con l’essere però, più che idee a cui incardinare l’attenzione dello spettatore, degli escamotage narrativi a cui manca un po’ di quella forza di gravità a cui fa riferimento la canzone che chiude il film. Perché la rappresentazione del bisogno di leggerezza necessita di una capacità di scrittura cinematografica che Anna Rose Holmer non ha ancora del tutto raggiunto.

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Toni ha tredici anni, vive nel West End di Cincinnati e si allena costantemente nello sport della boxe. Nella palestra accanto provano le ‘Leonesse’, un team di danza al femminile composto da ragazze molto determinate. Toni cerca di farsi accettare dal gruppo ma, una volta inserita, cominciano a verificarsi nelle sue compagne strani attacchi che stanno tra il delirio e gli stati di catarsi incontrollabili.
Anna Rose Holmer, dopo una lunga esperienza come operatore e un documentario su una piccola comunità rurale dell’area newyorchese, affronta il suo primo film di fiction mostrando un’indubbia qualità di selezione degli attori. A partire da Royalty Hightower che porta sulle spalle gran parte del peso del film grazie a una camera che le sta spesso addosso e che lei sa come riempire con le espressioni della conflittualità che è propria di un’adolescente che vive in un’area suburbana.
Toni si allena a uno sport ‘da maschi’ come il pugilato ma al contempo sente crescere nell’intimo quella femminilità fiera di sé che le Leonesse concretizzano nella passione per la danza. Queste pulsioni contrastanti emergono dai suoi sguardi, dal rapporto con il fratello, dalla ricerca di un’identità che cerca confusamente una propria via nella vita.
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