Tuo, Simon

Il diciassettenne Simon Spier ha una vita normale, una famiglia che adora e degli amici straordinari ma custodisce un segreto: nessuno sa che è gay. Simon non ha nemmeno il coraggio di dirlo alla famiglia finché non inizia un appassionante scambio di mail con un compagno di scuola che rimane anonimo. Quando il suo segreto rischia di essere rivelato, la vita di Simon diventa un’avventura in cui il sorriso si alterna con la preoccupazione. Greg Berlanti si avvale questa volta di una sceneggiatura decisamente efficace scritta da Elizabeth Berger con Isaac Aptaker sulla base del romanzo di Becky Albertalli “Simon vs. the Homo Sapiens Agenda”(tradotto in italiano con il titolo “Non so chi sei ma io sono qui”).
Infatti non occorre che passino troppi minuti perché lo spettatore aderisca ai tormenti adolescenziali, ma proprio per questo importanti, di Simon che ha una bella, classica famiglia made in Usa con un padre che ci tiene bonariamente alla virilità. Come si può ‘deluderlo’? Ma, soprattutto, che fare quando il nerd della scuola ti ricatta, avendo scoperto le tue email con uno sconosciuto amico di tastiera gay, pretendendo che tu gli apra la strada nei confronti di quella che per te è un’amica e per lui la ragazza dei sogni? Berlanti riesce a raccontare con leggerezza, senza accenti retorici ma anche con tratti di profonda umanità, i conflitti interiori di un ragazzo che è costretto a nascondere la propria tendenza sessuale perché l’Homo Sapiens non ha ancora elaborato codici non di tolleranza (termine abusato ma infido) ma più semplicemente di convivenza civile. Ciò che poi rende ancor più vivace l’intreccio sono gli amici del protagonista, ognuno con la sua pena amorosa e/o familiare alla ricerca di una soluzione. Come spesso accade (purtroppo anche nella realtà) i genitori o non ci sono, o fanno controlli formali oppure ridono e scherzano ma non si accorgono di ciò che passa nella mente e nel cuore dei figli. Non è facile portare sullo schermo tutti questi elementi senza scivolare nel dramma o nel film a tesi. L’equilibrio tra gli elementi si rivela così come la dote di primaria di Berlanti che, anche quando ha un personaggio che eccede, sa come reinserirlo rapidamente nei binari della credibilità. 

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Infatti non occorre che passino troppi minuti perché lo spettatore aderisca ai tormenti adolescenziali, ma proprio per questo importanti, di Simon che ha una bella, classica famiglia made in Usa con un padre che ci tiene bonariamente alla virilità. Come si può ‘deluderlo’? Ma, soprattutto, che fare quando il nerd della scuola ti ricatta, avendo scoperto le tue email con uno sconosciuto amico di tastiera gay, pretendendo che tu gli apra la strada nei confronti di quella che per te è un’amica e per lui la ragazza dei sogni? Berlanti riesce a raccontare con leggerezza, senza accenti retorici ma anche con tratti di profonda umanità, i conflitti interiori di un ragazzo che è costretto a nascondere la propria tendenza sessuale perché l’Homo Sapiens non ha ancora elaborato codici non di tolleranza (termine abusato ma infido) ma più semplicemente di convivenza civile. Ciò che poi rende ancor più vivace l’intreccio sono gli amici del protagonista, ognuno con la sua pena amorosa e/o familiare alla ricerca di una soluzione. Come spesso accade (purtroppo anche nella realtà) i genitori o non ci sono, o fanno controlli formali oppure ridono e scherzano ma non si accorgono di ciò che passa nella mente e nel cuore dei figli. Non è facile portare sullo schermo tutti questi elementi senza scivolare nel dramma o nel film a tesi. L’equilibrio tra gli elementi si rivela così come la dote di primaria di Berlanti che, anche quando ha un personaggio che eccede, sa come reinserirlo rapidamente nei binari della credibilità. 

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