L'apetta Giulia e la signora Vita

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L'apetta Giulia e la signora Vita
  Valutazione film 2,42

Un film di Paolo Modugno. Con Irene Grandi, Nino Manfredi, Ludovica Modugno, Raf, Michele Mirabella Animazione, Ratings: Kids, durata 76 min. - Italia 2003.

Sfiancata dai ritmi lavorativi dell'alveare, un'ape operaia va a fare visita all'Ape Regina per rivendicare il diritto ad un'esistenza diversa; inoltre insiste per essere chiamata Giulia e non 333202122, freddo numero di serie che le è stato dato quando è venuta alla luce. Nonostante continui ad essere altera e distaccata, ogni sera, la madre di tutte le api le racconterà una favola riguardante il mondo degli esseri umani: il piccolo Simone, dalla nascita all'età adulta, e Sarah saranno i protagonisti di storie che insegneranno a Giulia com'è che va il mondo.
Primo cartone animato italiano realizzato in 3D, L'apetta Giulia e la signora Vita è un piccolo saggio sulla "brevità della vita" ad uso di fanciulli vispi che siano in grado, dietro alle forme e ai colori consueti, di famigliarizzare con un contenuto denso di spunti e riflessioni realmente capitali. Perché il film diretto da Paolo Modugno, autore anche della sceneggiatura insieme alla produttrice Veronica Salvi, filosofeggia in maniera seria sull'importanza di cogliere sempre il meglio, sulla necessità di costruirsi una propria identità, sull'implicita accettazione della caducità dell'esistere. Mediante lo schema-cornice dell'Ape Regina che cerca di educare con parole ed esempi concreti, la vicenda apre al mondo umano, spaziando tra diverse situazioni, quadri, persino generazioni con la conseguenza di frastornare non poco l'attenzione dei più piccoli, ai quali non è dato il tempo sufficiente per entrare in empatia con i personaggi. In breve, Giulia viene messa da parte per dare spazio a digressioni - o sarebbe meglio dire numeri, trattandosi a tutti gli effetti di un musical - di cui è soltanto destinataria. Così com'è lo spettatore. Se, da un punto di vista tecnico, l'operazione può dirsi riuscita, benché distante anni luce dai coevi esperimenti americani, il piano narrativo risulta troppo complesso, alla fine addirittura ostico per il pubblico per cui è stato pensato. Al di là di ogni dubbio, si tratta di un film coraggioso, tanto produttivamente quanto tematicamente: al suo centro, del resto, troviamo quel concetto della naturalità della morte che rimane uno dei tabù più radicati della nostra cultura occidentale.
Buono il cast delle voci che comprende Irene Grandi (Giulia), Ludovica Modugno (Ape Regina), Raf (Angelo il matto), Michele Mirabella (Angelo del Paradiso) e Nino Manfredi (il cavallo Bobo) in una delle sue ultime interpretazioni. Musiche di Alessandro Molinari.







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