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Insidious: L'ultima chiave in streaming altadefinizione

Film del 2017

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Insidious: L'ultima chiave
  Valutazione film 3,00
Nuovo Messico, 1953. La piccola Elise Rainier vive con la mamma Audrey, il fratello Christian e il papà Gerald - che lavora in una prigione - in una casa nei pressi del penitenziario. Una sera, dopo che l'esecuzione di un detenuto ha causato un leggero sbalzo di corrente in casa, Elise è stranamente in grado di dire il nome e altri dettagli personali del prigioniero. E quando le chiedono come faccia a saperlo, lei risponde, semplicemente, che è nella sua testa. Ma c'è dell'altro. La mamma è comprensiva, sa che quello che Elise ha è un dono e cerca di spiegarglielo, dicendole anche che alcune persone non capiscono e hanno paura della gente che ha questo dono. Nella notte, Elise e il fratellino sono visitati da un'entità spettrale. Le loro grida richiamano il papà, infuriato e la piccola viene rinchiusa da sola al buio in cantina, dove succede qualcosa di tragico.
Elise riceve una telefonata da un uomo, Ted Garza, che le chiede aiuto per risolvere dei problemi con quella che pensa essere un'entità paranormale. Elise è dapprima interessata, ma poi rifiuta quando, sgomenta, apprende che Garza abita proprio nella casa dove lei viveva da bambina. Poi ci ripensa e capisce di dover risolvere la cosa e di doverla risolvere da sola, senza i suoi soci, ai quali spiega la situazione. Specs e Tucker, però, si rifiutano di abbandonarla e vanno con lei nel Nuovo Messico. Elise rivede la sua vecchia casa, nella quale, Garza le spiega, c'è parecchia attività paranormale. Sta a Elise confrontarsi con i fantasmi del suo passato. E non sarà per niente facile. Questo quarto episodio della serie si addentra nella vita del personaggio che si è rivelato il più interessante e cruciale, la sensitiva Elise Rainier, andando a ritroso nella cronologia per evitare di confrontarsi col fatto che è morta nel secondo episodio. Il personaggio di Elise viene quindi ulteriormente approfondito e scandagliato nella sua psicologia e nel suo passato per trarne spunti e motivi utili a darle sempre più spessore umano e motivazioni. Alcune notazioni sono un po' sbrigative, ma nel complesso il contesto, per così dire esistenziale, è apprezzabile: il papà manesco in canottiera del prologo sa molto di anni '50, sin troppo forse, ma è anch'esso comunque un prototipo magari semplicistico, ma funzionale (e comunque prelude a un successivo sviluppo caratteriale).
L'atmosfera cupa e spettrale è quella, collaudata, dei film di questa serie e così la suspense, tenuta abbastanza alta attraverso un uso appropriato, alternato e sapiente di jump scares e sequenze d'attesa. La storia è ben costruita intorno a Elise e al suo passato, evidenziando - come Elise stessa dice a un certo punto - che i mostri non ci sono solo nell'elemento paranormale, ma anche nella realtà terrena. Questo aspetto arricchisce di pathos la vicenda dandole contorni concreti di orrore reale e introducendo un inquietante elemento di incertezza. La fase conclusiva, con i suoi redde rationem, è forse la più scontata, pur mantenendosi abbastanza avvincente e con un buon livello di spettacolarità. La coppia d'oro composta da James Wan e Leigh Whannell mantiene ancora saldamente la presa sulla serie: Wan produce e Whannell scrive, oltre, come di consueto, a interpretare con gusto uno dei due assistenti di Elise. La regia, però, questa volta viene lasciata ad Adam Robitel, già autore di un horror curioso come The Taking, e capace qui di restare efficacemente fedele ai parametri e allo stile della serie. Lin Shaye offre un'altra notevole interpretazione, ricca di sfumature e del tutto credibile, rivelandosi ancora una volta pienamente padrona del personaggio. Nel cast di contorno spicca il veterano Bruce Davison che frequenta ogni tanto l'horror dai tempi del memorabile Willard e i topi e anche questa volta se la cava molto bene nel breve, ma significativo, ruolo dell'anziano e risentito fratello di Elise. 


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