Sherlock Gnomes

Gnomeo e Giulietta arrivano a Londra, in compagnia di amici e parenti. C’è un nuovo giardino da far vivere e Giulietta si mette subito al lavoro, senza curarsi di star trascurando il suo Gnomeo, che per lei farebbe qualsiasi cosa. Ma le creature ornamentali d’Inghilterra sono vittime di una terribile minaccia: qualcuno sta rubando gli gnomi da giardino e la comunità dei due amanti finisce presto nel sacco. Per fortuna che c’è Sherlock Gnomes, detective senza pari, pronto a mettersi da subito sulle tracce del nemico. Anche Sherlock, però, deve stare attento a non trascurare il suo fido aiutante Watson: dare l’amore o l’amicizia per scontati può innescare spiacevoli conseguenze.
Dopodiché l’avventura entra nel vivo, e il passaggio dalla commedia musicale di “Gnomeo e Giulietta” all’action di questo secondo capitolo si rivela subito una scelta felice: nel primo film, infatti, l’ambientazione confinata al prato del giardino suscitava la claustrofobia, la babele dei dialetti sfiorava la cacofonia assordante e la commedia ad ogni costo lasciava sfiniti per lo sforzo. Sherlock Gnomes , invece, offre tutt’altra esperienza, divertente e movimentata, assestata su una lingua più neutrale e simpatica (l’inglese dello gnomo detective, nel doppiaggio italiano, è l’equivalente del francese di Clouseau) e impreziosita dalla presenza di un cattivissimo degno di questo nome: Moriarty, potente signore del crimine e nemesi letteraria del detective di Baker Street, qui trasfigurato in un folle addobbo, mascotte di una marca di torte e motore assoluto dell’avventura.
Il dubbio che s’impone, strada facendo, è che la buona riuscita di questo secondo capitolo si debba molto più alla forza di due personaggi immortali per fascino e caratteristiche quali Sherlock Holmes e il dottor Watson, che a qualsiasi altro contributo originale. Gnomeo e Giulietta, cioè, non devono far molto altro che affiancarsi ai due mentori, mescolando le coppie, per assicurare al film la giusta dose di umorismo e di azione. Ma, se anche il grosso del lavoro è merito altrui, al film di John Stevenson va comunque quello di aver compiuto un passo avanti rispetto all’episodio di debutto, ampliando le possibilità dei personaggi e la finestra dalla quale lasciar entrare la luce salvifica dell’ironia. A questo proposito, c’è un cameo di Elton John, produttore e compositore, tutto da scovare. 

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Il dubbio che s’impone, strada facendo, è che la buona riuscita di questo secondo capitolo si debba molto più alla forza di due personaggi immortali per fascino e caratteristiche quali Sherlock Holmes e il dottor Watson, che a qualsiasi altro contributo originale. Gnomeo e Giulietta, cioè, non devono far molto altro che affiancarsi ai due mentori, mescolando le coppie, per assicurare al film la giusta dose di umorismo e di azione. Ma, se anche il grosso del lavoro è merito altrui, al film di John Stevenson va comunque quello di aver compiuto un passo avanti rispetto all’episodio di debutto, ampliando le possibilità dei personaggi e la finestra dalla quale lasciar entrare la luce salvifica dell’ironia. A questo proposito, c’è un cameo di Elton John, produttore e compositore, tutto da scovare. 

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