I’M King Kong!

Quando nel 2003 le Giornate organizzarono la retrospettiva Cooper & Schoedsack, probabilmente a molti il nome Merian C. Cooper diceva poco o niente, a parte King Kong. Eppure, come osserva James D’Arc in questo documentario, Cooper era stato il vero Indiana Jones. Durante la prima guerra mondiale si era arruolato come pilota; era stato abbattuto e il suo aereo era precipitato in fiamme; nel 1919 si era unito a Herbert Hoover per portare soccorso in Polonia a chi moriva di fame; nel 1920 aveva formato la squadriglia Kos´ciuszko per combattere i bolscevichi; nel 1921, l’anno della carestia, era stato nuovamente abbattuto e fatto prigioniero. Dopo essere fuggito ed aver rifiutato l’offerta di un appezzamento di terra da parte del riconoscente governo polacco, divenne un esploratore e insieme con il cameraman Ernest B. Schoedsack realizzò due classici del cinema documentaristico, Grass (1925) e Chang (1927). Il suo periodo di gloria a Hollywood iniziò alla RKO, quando produsse e diresse King Kong, fece arrivare da Broadway Katharine Hepburn, formò la coppia Ginger Rogers-Fred Astaire e fu un paladino del Technicolor. Scoppiata la seconda guerra mondiale, egli riprese servizio nell’aviazione diventando capo di stato maggiore del generale Claire Chennault, in Cina. Dopo la guerra, rinnovò il suo sodalizio con John Ford, producendo alcuni grandissimi film, dalla trilogia della Cavalleria a The Searchers (Sentieri selvaggi). Contribuì anche ad avviare la carriera di Ray Harryhausen, con Mighty Joe Young (Il re dell’Africa). La sua attività giunse all’apice con l’avvento del Cinerama.Il documentario comprende interviste audio con Cooper e Schoedsack registrate negli anni 1967-1970 ed ha come titolo una frase pronunciata durante una di queste interviste dallo stesso, straordinario, Merian C. Cooper. – KEVIN BROWNLOW

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Quando nel 2003 le Giornate organizzarono la retrospettiva Cooper & Schoedsack, probabilmente a molti il nome Merian C. Cooper diceva poco o niente, a parte King Kong. Eppure, come osserva James D’Arc in questo documentario, Cooper era stato il vero Indiana Jones. Durante la prima guerra mondiale si era arruolato come pilota; era stato abbattuto e il suo aereo era precipitato in fiamme; nel 1919 si era unito a Herbert Hoover per portare soccorso in Polonia a chi moriva di fame; nel 1920 aveva formato la squadriglia Kos´ciuszko per combattere i bolscevichi; nel 1921, l’anno della carestia, era stato nuovamente abbattuto e fatto prigioniero. Dopo essere fuggito ed aver rifiutato l’offerta di un appezzamento di terra da parte del riconoscente governo polacco, divenne un esploratore e insieme con il cameraman Ernest B. Schoedsack realizzò due classici del cinema documentaristico, Grass (1925) e Chang (1927). Il suo periodo di gloria a Hollywood iniziò alla RKO, quando produsse e diresse King Kong, fece arrivare da Broadway Katharine Hepburn, formò la coppia Ginger Rogers-Fred Astaire e fu un paladino del Technicolor. Scoppiata la seconda guerra mondiale, egli riprese servizio nell’aviazione diventando capo di stato maggiore del generale Claire Chennault, in Cina. Dopo la guerra, rinnovò il suo sodalizio con John Ford, producendo alcuni grandissimi film, dalla trilogia della Cavalleria a The Searchers (Sentieri selvaggi). Contribuì anche ad avviare la carriera di Ray Harryhausen, con Mighty Joe Young (Il re dell’Africa). La sua attività giunse all’apice con l’avvento del Cinerama.Il documentario comprende interviste audio con Cooper e Schoedsack registrate negli anni 1967-1970 ed ha come titolo una frase pronunciata durante una di queste interviste dallo stesso, straordinario, Merian C. Cooper. – KEVIN BROWNLOW

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