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Masters of Horro: sulle tracce del terrore in streaming altadefinizione

Film del 2006

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Masters of Horro: sulle tracce del terrore
  Valutazione film 2,98

Un film di Takashi Miike. Con Youki Kudoh, Billy Drago, Toshie Negishi Horror, durata 63 min. - USA, Giappone 2006.

Un viaggiatore americano giunge nella notte a un bordello giapponese situato su un'isola. L'uomo è alla ricerca di Komoko, una giovane prostituta incontrata in passato a cui aveva promesso di tornare per riscattarla e vivere per sempre insieme. La ragazza non c'è e l'uomo, non potendo ripartire fino a quando non si sarà fatto giorno, accetta di passare la notte con una ragazza sfigurata che si ritrae dal ricercare clienti. Costei gli confida di aver conosciuto Komoko la quale si è suicidata. L'uomo è sconvolto e vuole che gli sia narrato il motivo della scomparsa. La ragazza, dopo avergli raccontato della propria infanzia e del come sia finita nel bordello, gli dice che Komoko è stata crudelmente torturata per aver rubato un prezioso anello di giada di proprietà della tenutaria. Ma forse non dice tutta la verità.
Questo è l'episodio della serie che più ha fatto parlare di sé. Infatti la produzione, dopo averlo visionato, ha deciso di non mandarlo in onda negli Stati Uniti ritenendo che i supplizi mostrati andassero oltre la sopportabilità anche dello spettatore appassionato. Sicuramente non mancavano buone ragioni a sostegno di questa presa di posizione anche se bisogna riconoscere che così come è l'episodio più disturbante quello di Miike è anche uno di quelli esteticamente più compatti e risolti. Le molteplici verità che escono dalla bocca deturpata della narratrice sono esposte con un'estetica dell'orrore che va dalla penetrazione di aghi da agopuntura sotto le unghie all'esposizione di feti a seguito di aborti. Il regista riesce però a far sì che non si tratti di gratuite esibizioni grandguignolesche riconducendo sempre il proprio sguardo a una coerenza narrativa che rinvia all'impotenza della cultura occidentale nel comprendere le dinamiche di un mondo in cui la mescolanza di sacralità (il monaco buddista) e brutalità materiale forma un nodo apparentemente inestricabile.


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