One Nite in Mongkok

A Mongkok, frazione di Hong Kong con la densità di popolazione più elevata al mondo, in una sola notte può succedere di tutto. Eventi apparentemente scollegati tra loro possono semplicemente incrociarsi o influenzarsi a vicenda, in modo imprevedibile come solo il destino può essere. E’ questa la forza di ONiM, trhiller poliziesco dalle plumbee atmosfere metropolitane, claustrofobico e crudo anche nelle sequenza girate in esterno, con la caratteristica folla a saturare sempre e comunque gli spazi scenici. Dopo un antefatto caratterizzato da una fotografia metallica, con scene capaci di stagliarsi indelebilmente nella memoria, sfumando verso toni visivi meno freddi il tempo del racconto si allineerà al tempo della storia. Nel mezzo di una lotta tra triadi, un assassino arriverà armato ad Hong Kong dal continente cinese, con il compito di uccidere il capo di una delle fazioni. La polizia, a seguito di una soffiata, si metterà sulle tracce dell’uomo, scatenando una forsennata caccia proprio la notte di natale. Sarà una lunga nottata per tutti: tra lotte interiori e spettri personali, i tanti caratteri in gioco sperimenteranno quanto crudele possa essere il fato. Il talento ‘vissuto’ di Derek Yee traspare immediatamente, anche se il titolo sprofonderà per una buona parte in un abisso di thrilling diffuso quanto dispersivo, dovuto al grande numero di figure introdotte. Per gli stessi motivi la psicologia dei personaggi non potrà essere esplorata a fondo, ma di controparte si riuscirà a trasmettere la sensazione di una folla brulicante e sistematica. Cambio di marcia nella parte finale, e il film riscatterà il credito accumulato nei confronti dello spettatore fiducioso: l’alta tensione arriverà quando le acque sembreranno essersi calmate. La calma prima della tempesta.

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A Mongkok, frazione di Hong Kong con la densità di popolazione più elevata al mondo, in una sola notte può succedere di tutto. Eventi apparentemente scollegati tra loro possono semplicemente incrociarsi o influenzarsi a vicenda, in modo imprevedibile come solo il destino può essere. E’ questa la forza di ONiM, trhiller poliziesco dalle plumbee atmosfere metropolitane, claustrofobico e crudo anche nelle sequenza girate in esterno, con la caratteristica folla a saturare sempre e comunque gli spazi scenici. Dopo un antefatto caratterizzato da una fotografia metallica, con scene capaci di stagliarsi indelebilmente nella memoria, sfumando verso toni visivi meno freddi il tempo del racconto si allineerà al tempo della storia. Nel mezzo di una lotta tra triadi, un assassino arriverà armato ad Hong Kong dal continente cinese, con il compito di uccidere il capo di una delle fazioni. La polizia, a seguito di una soffiata, si metterà sulle tracce dell’uomo, scatenando una forsennata caccia proprio la notte di natale. Sarà una lunga nottata per tutti: tra lotte interiori e spettri personali, i tanti caratteri in gioco sperimenteranno quanto crudele possa essere il fato. Il talento ‘vissuto’ di Derek Yee traspare immediatamente, anche se il titolo sprofonderà per una buona parte in un abisso di thrilling diffuso quanto dispersivo, dovuto al grande numero di figure introdotte. Per gli stessi motivi la psicologia dei personaggi non potrà essere esplorata a fondo, ma di controparte si riuscirà a trasmettere la sensazione di una folla brulicante e sistematica. Cambio di marcia nella parte finale, e il film riscatterà il credito accumulato nei confronti dello spettatore fiducioso: l’alta tensione arriverà quando le acque sembreranno essersi calmate. La calma prima della tempesta.

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